Mason: Importanza Wright trascurata, oggi concerti come Live a Pompei

L’imbarazzo per “la ricchezza”, quella di una generazione “rock più che benedetta”. E poi Pompei, i Pink Floyd e tanto altro.

Si confessa Nick Mason, e lo fa in una intervista al Telegraph: “La nostra generazione rock è stata più che benedetta. Penso che siamo tutti un po’ imbarazzati per la ricchezza che abbiamo- spiega- E come la usiamo”.

In questi giorni ha pubblicato LIVE AT THE ROUNDHOUSE, su supporto rigido ha riportato immagini e suoni dei live con i suoi Saucerful of Secrets: “Chissà quando possiamo tornare a suonare dal vivo? Sembra interamente basato sull’arrivo di un vaccino”. Ormai, vista l’emergenza sanitaria, il futuro per la musica, dice scherzando, potrebbe avvicinarsi al passato di Mason e dei Pink Floyd, quel 1972 quando la band suonò dal vivo nel leggendario Live at Pompeii, tra le rovine romane ma senza pubblico: “Forse ci abitueremo“.

Tornando all’album appena pubblicato con la sua band, sorprende l’enorme riscontro che sta avendo tra il pubblico: “Sono felice- ammette- Quando abbiamo dato il via ai Saucers, è stato piuttosto informale, era solo un gruppo di compagni che suonavano insieme. Non c’era nessun processo di audizione, era chi si offriva volontario? Molto simile al modo in cui i Pink Floyd si sono uniti la prima volta. Sembrava un’idea divertente”.

Mason ha fatto un passo indietro, ricordando addirittura quanto “eravamo impopolari con la nostra divertente vecchia musica psichedelica”, ha detto sorridendo. Il batterista ha ricordato che venivano fischiati, che “ci odiavano”.

A proposito della band, “ancora non capisco come siamo arrivati a quel punto di tale sperimentazione libera”, ammette Mason. I Pink Floyd iniziarono a suonare insieme quando Mason, Waters e Wright erano studenti di architettura. “Pensavamo a noi stessi come a una band R’n’B“, per loro “è stato solo un po’ di divertimento”.

Mason ha ricordato poi Syd Barret: “Era un ragazzo adorabile quando l’ho incontrato per la prima volta, un ragazzo bruciato quando l’abbiamo perso”. A proposito invece di Rick Wright “a volte trascuriamo quanto fosse importante per il nostro suono”.

Nello specifico della musica dei Pink Floyd, “Saucerful of Secrets è probabilmente il mio album preferito dei Floyd. È stato un periodo emozionante. Segna il passaggio di Roger come scrittore. Jugband Blues è un addio davvero commovente a Syd. Set the Controls for the Heart of the Sun è ancora uno dei miei brani preferiti da suonare. L’album stesso è una dichiarazione d’intenti”.

Nel frattempo, c’è sempre qualcosa per tenerlo occupato. “E ‘stato un po’ strano ultimamente. Sto pensando di scrivere un libro di cucina. Ho il titolo. Nick Mason’s Saucerful of Secrets? No- sorride- Dark Side of the Spoon“.

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