Trasgressivo Renato Zero: 70 anni per il ‘Re dei sorcini”

70 anni anticonformisti, trasgressivi. Sono i 70 anni di una vera icona del pop italiano, un artista capace di avere album al numero 1 della classifica italiana in cinque decenni diversi (Anni 70,  80,  90, 2000 e 2010).

Renato Zero, il ‘Re dei sorcini’, festeggia il suo compleanno ed è lui a fare un grande regalo ai suoi fan: 3 album nuovi di zecca, 40 canzoni inedite, in uscita a distanza di 30 giorni l’uno dall’altro, a partire proprio da oggi.

Siamo in Versilia, siamo negli Anni 80  e l’artista Renato Fiacchini è attorniato dai suoi ammiratori coi motorini: “Sembrano tanti sorci”, disse. Da quel momento per analogia è diventato “il re dei sorcini”.
Nel 1981 l’artista dedicò ai suoi fan il brano I figli della topa e l’anno successivo organizzò le “Sorciadi” presso lo Stadio Eucalipti di Roma, partecipando di persona alla premiazione dei vincitori.

“Sei uno zero”, si sentiva ripetere, quando truccato e vestito di piume e paillettes, insieme alla sua storica amica Loredana Bertè, muoveva i primi passi nei locali romani. Fu per questo che scelse di fare suo quell’appellativo trasformandolo nel suo cognome (d’arte).

Scoperto da Renzo Arbore, che lo recluterà fra il pubblico dei programmi Bandiera gialla e Per voi giovani, face anche il suo esordio cinematografico.  Parteciperà al film Brucia ragazzo, brucia di Ferdinando Di Leo, farà parte del coro del brano Gingì di Pippo Baudo, sigla della trasmissione televisiva La freccia d’oro, interpreterà Tancredi nell’opera teatrale di Ruzante l’Anconitana e farà parte del cast di Ciao,Rudy e della versione italiana di Hair insieme a Loredana Bertè e Teo Teocoli. Otterrà piccoli ruoli in alcuni film di Federico Fellini: Satyricon, Roma, Amarcord e Casanova, ma l’esperienza più significativa di questo primo periodo sarà il ruolo di “Venditore di felicità” nella versione discografica e cinematografica del musical Orfeo 9 di Tito Schipa Jr.

Invece l’esordio discografico arriva con ‘No! Mamma, no!‘, nel 1973. Non benissimo l’esordio, meglio con il secondo album, ‘Invenzioni’ del 1974: non sarà un boom di vendite, ma gli aprirà le porte del successo, anche grazie ai temi forti trattati nei testi, come la pedofilia, con ‘Qualcuno mi renda l’anima’. 

Nel 1976 la maturità artistica si tramuta in ‘Trapezio’, nuovo album seguito da un tour promozionale. Contiene 11 pezzi, 3 sono ripresi da precedenti album: qui spiccano Motel, Una sedia a ruote e Salvami, quest’ultima riproposta come chiusura di alcuni live. Un anno dopo, invece, tocca al 45 giri Mi vendo/Morire qui, con gli consente di rimanere in classifica per 57 settimane: farà da traino al nuovo disco (e spettacolo) intitolato ‘Zerofobia’, quello de ‘Il Cielo’ e ‘Vivo’ che riuscirà a raggiungere il quinto posto. Altro 45 giri, altro successo: Triangolo/Sesso o esse fa da traino a Zerolandia del 1978. Renato Zero non si ferma più.

Nel 1979 pubblica EroZero: una sorta di primo bilancio della sua carriera, per questo chiude un ciclo con l’uscita del film ‘Ciao nì’. Pubblica anche il 45 giri Il carrozzone/baratto, che come l’album raggiungerà la prima posizione della classifica. Gli anni successivi consolideranno carriera e successi: ha scritto oltre 500 canzoni, ha pubblicato 43 album in tutto, di cui 30 in studio, 8 live e 5 raccolte ufficiali. Recentemente ha annunciato l’arrivo di altri 3 album, per un totale di 40 canzoni inedite: il primo in uscita proprio nel giorno del suo settantesimo compleanno, gli altri a distanza di 30 giorni l’uno dall’altro. La leggenda continua.

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