Pink Floyd, 50 anni fa l’album della svolta Atom Heart Mother

Il tour promozionale dell’album, tra il 1970 e il 1971, ha portato i Pink Floyd, in Italia, a Brescia, Roma e, soprattutto, a Pompei, per lo storico concerto/documentario.

Oggi Atom Heart Mother, album decisamente di nicchia, non troppo apprezzato dalla stessa band vista anche la difficoltà a proporlo dal vivo, compie 50 anni. Pubblicato il 2 ottobre del 1950, è uno dei primi album pubblicati da una major, in questo caso la Emi, a non recare il nome del gruppo in copertina. Il mixaggio fu opera di Peter Bown e Alan Parsons, con l’apporto di Ron Geesin per l’arrangiamento orchestrale della title track.

La scelta del titolo dell’album fu casuale. Durante una seduta di registrazione alla BBC per un programma di John Peel, il pezzo fu indicato anche come The Amazing Pudding. Il titolo definitivo fu pensato da Roger Waters su suggerimento dello stesso Ron Geesin, che aveva consigliato di leggere qualche articolo sul giornale. La notizia di una donna con un pace-maker atomico (all’epoca gli RTG erano ancora diffusi in campo cardiologico) in attesa di un bambino era suggestiva: Atom Heart Mother Named titolava il trafiletto.

Il disco apre la seconda fase della storia dei Pink Floyd e segna un punto di svolta nella loro carriera: non più una band rock spaziale-psichedelico. Avendo sperimentato tutte le possibili varianti tecniche e sonore, si decise allora di procedere come era avvenuto per il brano “A Saucerful of Secrets“, dell’omonimo album, lavorando tutti insieme , ognuno sulla diversa parte, derivata da improvvisazioni in studio.
La copertina dell’album, ispirata dalla carta da parati con le mucche di Andy Warhol, realizzava un’idea del gruppo che aveva chiesto qualcosa di ordinario ed estremamente semplice. I Pink Floyd affidarono al grafico Storm Thorgerson, della Hipgnosis, il compito di confezionare la copertina di “Atom Heart Mother“. Thorgerson si recò nella campagna a nord di Londra, immortalando alcuni splendidi esemplari bovini: la mucca vincitrice (con tanto di pedigree) era una frisona di nome Lulubelle III, appartenente al signor Arthur Chalke (che in seguito proverà invano a chiedere un compenso).

Per niente apprezzato dalla band stessa, amato dal pubblico come altrettanto lo fu da un grande regista internazionale. Stanley Kubrick avrebbe voluto, infatti, utilizzare parte della suite di Atom Heart Mother in Arancia Meccanica ma il precedente ‘no’ del regista agli stessi Pink Floyd, alla richiesta di un coinvolgimento per le musiche di 2001: Odissea Nello Spazio fu decisivo: da qui il rifiuto a concedere i diritti per Arancia Meccanica.

TRACCE

  1. Atom Heart Mother (Strumentale) – 23:38 (David Gilmour, Richard Wright, Ron Geesin, Roger Waters, Nick Mason)
  2. If (Voce di Roger Waters) – 4:25 (Roger Waters)
  3. Summer ’68 (Voce di Richard Wright) – 5:29 (Richard Wright)
  4. Fat Old Sun (Voce di David Gilmour) – 5:19 (David Gilmour)
  5. Alan’s Psychedelic Breakfast (Strumentale) – 12:55 (Richard Wright, David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *