Mitologico, un capolavoro: 48 anni fa i Genesis pubblicavano Foxtrot

Riferimenti mitologici, letterari o biblici, d’attualità o il futuro fantascientifico. Sono i temi toccati dai Genesis con l’album Foxtrot, il quarto in studio della band, pubblicato il 6 ottobre 1972.

L’album fu generalmente ben accolto: tra le altre, la lunga suite finale Supper’s Ready è diventata un brano simbolo del movimento progressive rock ed è stata definita come il “capolavoro indiscusso dei Genesis“.

L’album rappresentò il primo successo ottenuto dal gruppo nel Regno Unito, debuttando alla dodicesima posizione della Official Albums Chart. In Italia invece, dove i Genesis avevano già riscosso fama con il precedente Nursery Cryme, arrivò al primo posto in classifica.

L’album si apre con Watcher of the Skies, il cui testo fu scritto da Tony Banks e Mike Rutherford sulla terrazza di un albergo di Napoli dove il gruppo si trovava per il fortunato tour italiano legato a Nursery Cryme. La vista dall’alto della città campana apparentemente deserta ispirò agli autori l’idea di un mondo in cui l’umanità si è estinta, osservato con stupore da visitatori alieni. Il brano – e l’intero album – comincia con una lunga introduzione (1 minuto e 30 secondi) interamente eseguita da Tony Banks al mellotron (che la band aveva acquistato dai King Crimson), un esempio della commistione fra rock e spunti “sinfonici” tipica dei Genesis dell’epoca. Proprio grazie alla sua introduzione, il brano divenne il pezzo di apertura fisso dei concerti dei Genesis sino al 1975: il gruppo lo eseguiva in penombra, illuminato solo da lampade di Wood che mettevano in risalto l’eye-glow attorno agli occhi di Gabriel, il quale compariva in scena con indosso un lungo mantello e un copricapo a forma di ali di pipistrello.

Time Table, nuovamente introdotta dal solo Banks, stavolta al pianoforte, è una canzone dalla struttura più tradizionale, il cui testo riflette amaramente sull’inesorabile decadenza cui tutte le vicende umane sono soggette e sulla legge della natura che tutto domina oggi come ieri.

Get ‘Em Out by Friday, come già Harold the Barrel su Nursery Cryme, è una sorta di mini-operetta i cui personaggi parlano tutti in prima persona, mentre Can-Utility and the Coastliners, il cui testo è stato composto da Steve Hackett, si ispira invece alla leggenda nordica di Canuto il Grande.

La seconda facciata si apre con il breve brano strumentale per chitarra acustica Horizons, eseguito dal solo Hackett, ed è poi interamente occupata dalla lunga suite Supper’s Ready, in cui ritornano i temi biblici accennati nel primo album From Genesis to Revelation.

TRACCE

Lato A

  1. Watcher of the Skies – 7:21
  2. Time Table – 4:47
  3. Get ‘Em Out by Friday – 8:35
  4. Can-Utility and the Coastliners – 5:45

Lato B

  1. Horizons – 1:39
  2. Supper’s Ready – 22:57
  3. I. Lovers’ Leap
  4. II. The Guaranteed Eternal Sanctuary Man
  5. III. Ikhnaton and Itsacon and Their Band of Merry Men
  6. IV. How Dare I Be So Beautiful?
  7. V. Willow Farm
  8. VI. Apocalypse in 9/8 (Co-Starring the Delicious Talents of Gabble Ratchet)
  9. VII. As Sure as Eggs Is Eggs (Aching Men’s Feet)

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