‘E’ andata così’: Liga si racconta. E sulla foto: “Vi dico che…”

“No, non sono io”. Categorico, Luciano Ligabue. Il rocker, dal palco del teatro Asioli di Correggio (Reggio Emilia) e il giornalista Massimo Cotto hanno presentato il libro autobiografico ‘È Andata Così’, che hanno scritto insieme: celebra i primi 30 anni di carriera del cantautore emiliano. La presentazione è stata trasmessa in diretta da Repubblica.it. Inevitabile toccare l’argomento della foto, quella sparata dal sito Dagospia, in cui si vede un uomo in intimità con un altro uomo.

Il volto non si vede, è oscurato, mentre non lascia dubbi la didascalia: “Chi è il famosissimo e assai macho cantante italiano pizzicato a limonare con un virile maschione? Lui, sexy symbol adorato dalle donne, viene preso con passione dal virile compagno, le immagini sono finite sulle scrivanie dei direttori dei migliori giornali”. Molti, soprattutto sul web, hanno ipotizzato fosse proprio Ligabue. Cotto, per questo, gli ha chiesto: “Quindi non sei tu quello nella foto?”. Netta la risposta: “No, non sono io. Attenti alle fake news che minano la credibilità e l’immagine delle persone“.

Durante la serata, a cui hanno assistito pochi spettatori, rispettando le indicazioni per l’emergenza sanitaria, ha detto di essere “contento per questo libro, di cui sono contento, mi sta appiccicato”.

Ligabue ha raccontato, ad esempio, di Campovolo. Era il periodo di “‘Nome e Cognome‘, che ha quel titolo non a caso, era un periodo turbolento per la mia vita. Era morto mio padre, mi ero separato, mi era nata una figlia. Scrissi l’album, affrontai questi temi”. Così per la presentazione “viene fuori Campovolo. Per noi era un aeroporto privato, usato poco”. E Luciano, pensando al concerto, racconta come fosse “preoccupato“. Poi però cominciarono “in tantissimi a comprare i biglietti” e “venne fuori la storia dei 4 palchi. Volevamo dare il massimo. Volevamo strafare, fu una festa straordinaria”.

Ligabue ha poi raccontato di preferire tutti posti dove ha suonato (“Non sono un buongustaio, mi piacciono tutti”) e di essere ‘spigoloso’ (“Mi piace pensare di essere pratico”). Ha poi fatto un passo indietro nel tempo, rivelando un simpatico aneddoto su Guccini, su quella volta in cui convinse il ‘Maestrone‘ a recitare nel suo ‘Radiofreccia‘: sarebbe dovuto essere Adolfo, il barista burbero. Lo invitò a cena, chiamò anche un po’ di amici, ma soprattutto preparò il vino migliore, soprattutto in onore del celebre ospite. Alla fine si ritrovò a letto prima del tempo (“Sono collassato da pivello“), mentre Guccini, notoriamente grande intenditore e appassionato di vini, è andato avanti nella serata con gli amici di Ligabue.

Ma c’è una canzone che, secondo il rocker, non ha ottenuto il successo che meritava: “Mi sta sui coglioni il fatto che ‘E’ venerdì, non mi rompete i coglioni‘ ha avuto le ali tarpate perché c’era coglioni nel titolo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *