‘I confini del giorno’, il concept album sull’amore di Clemente – RECENSIONE

“I confini del giorno” del cantautore siciliano, ma naturalizzato genovese, Clemente, appena uscito per La Stanza Nascosta Records, è un album che volutamente si pone in direzione ostinata e contraria.

Innanzi tutto, in un’epoca in cui siamo tutti affetti da un (fisiologico?) deficit di attenzione, è un lavoro che reclama a gran voce concentrazione. Certo, i livelli di lettura sono poi tanti (ognuno troverà quello più congeniale), ma l’intenzione di Clemente sembra essere quella di risvegliare in noi quell’attitudine all’ascolto smarrita da molti.

Fermarsi ad ascoltare. Questo sembra chiedere il cantautore, che propone un vero e proprio concept album sul sentimento più indagato e dolente di tutti, l’amore.

Un lavoro imponente, ambizioso nelle intenzioni e felice nella realizzazione. Nessuno scivolone, nessuna sbavatura, nessuna forzatura.

Non ci sono brani cuscinetto in questo disco, in cui ogni elemento sembra obbedire ad un’intima logica, rispondere a quesiti introspettivi irrinunciabili, essere funzionale ad una armonica narrativa d’insieme.

Proprio per questo non consiglieremo l’ascolto di questo o di quel brano, in una logica da hit parade che non appartiene all’autore.

L’ascoltatore troverà ne “I confini del mondo” irish folk e Andalusìa, l’anima sinuosa della bossa nova e le sirene del blues, tentazioni liricheggianti e reminiscenze della scuola genovese, fiammate pop-rock e un elegante incedere jazzy, quasi à la Cammariere.

Clemente si conferma cantautore sensibile e raffinato, regalandoci un lavoro sicuramente non per tutti, nonostante l’apparente leggerezza (soprattutto sonora) di alcuni episodi.

RED

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