Alberto Lombardi: La mia musica, tra Steve Vai e Tommy Emmanuel

Dopo “Start Again”, è in rotazione radiofonica “RICH” (Belairstudio / DistroKid), il nuovo singolo del cantautore e chitarrista Alberto Lombardi, già disponibile sulle piattaforme digitali dal 25 settembre.

Si tratta del secondo brano estratto dall’album “Home”, missato da Bob Clearmountain, il fonico di Springsteen e Rolling Stones. L’album intero non sarà fruibile sugli store digitali ma è già disponibile in cd e vinile tramite crowdfunding, a sostegno della promozione. http://sostieni.link/23630

“‘Rich’ è la mia visione della ricchezza e della felicità – racconta l’artista – mentre scrivevo il testo mi sono imbattuto in Bob Marley che diceva esattamente la stessa cosa a un intervistatore inglese. Ovviamente ho trovato il modo di inserire la voce di Marley nel brano! Come nel singolo precedente anche qui le chitarre abbondano, riff e assolo inclusi, inoltre la collaborazione di Clearmountain è stata determinante per il sound finale”.

Alberto Lombardi è un chitarrista acustico riconosciuto a livello internazionale, apprezzato dai più importanti giornali del settore e riconosciuto da star della chitarra come Nile Rodgers e Tommy Emmanuel.

Lo abbiamo intervistato, ecco cosa ci ha raccontato:

Prima, inevitabile, domanda: cosa significa aver lavorato con un grande nome come quello di Bob Clearmountain? Che cosa ti ha lasciato un’esperienza simile?

Sicuramente la sensazione che i grandi siano molto alla mano, una volta che hanno deciso di fare delle cose insieme a te… Sinceramente non sentivo il peso della leggenda, ma sono l’eccitazione. Ho imparato molto anche per il mio lavoro di produttore, visto che oltre essere un chitarrista produco anche dischi di cantautori. Lui era anche molto coinvolto e mi ha detto delle cose bellissime, che insieme a quelle che a twittato Nile Rogers hanno gratificato il mio ego per una decina d’anni ahah.

La scelta di uno “spirito” anni ‘70? A cosa è dovuta? Una passione o la scelta di esplorare un mondo diverso dalla moda di oggi?

Sono cresciuto con la musica dove la chitarra elettrica era la regina, da Clapton ai Pink Floyd, dagli Eagles a Sting. Infatti ho un concerto tributo alla Stratocaster, la chitarra di Hendrix Clapton eccetera, che spero presto di ricominciare a suonare in giro… Non mi sono mai seriamente appassionato di elettronica e quindi continuo ad amare la musica suonata dalle persone con gli strumenti. È inevitabile che la musica quando viene pesantemente prodotta in studio come si fa oggi suona tutto uguale, mentre con tutte le sue imperfezioni la musica di quell’epoca era la fotografia di una performance e quindi molto più unica. Amo quello spirito.

C’è un chitarrista in particolare che ti ispira, un modello?

Ho avuto due grandi punti di riferimento, Steve Vai per l’elettrica e Tommy Emmanuel per l’acustica. Ho avuto la fortuna di suonare con entrambi.

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