Il ‘primo’ con i Wailers: 46 anni fa Bob Marley pubblicava Natty Dread

Per tanti motivi Natty Dread è stato il ‘primo’. Fu il primo album pubblicato con il nome completo “Bob Marley & The Wailers”. Fu anche il primo registrato senza Peter Tosh e Bunny Livingston. È stato anche il primo a cui contribuirono le I Threes, di cui faceva parte Rita Marley, moglie di Bob, assieme a Marcia Griffiths e Judy Mowatt.

Oggi l’album compie 46 anni , essendo stato pubblicato il 25 ottobre del 1974.

Il disco si apre con “Lively Up Yourself”, celebrativa del Movimento Rastafari, con la quale Marley apriva molti dei suoi concerti. Contiene pure “No Woman, No Cry”, il pezzo più conosciuto dell’album. Risulta scritta da Vincent Ford, grande amico di Marley sin da bambino, quando vivevano a Trenchtown, ma fu lo stesso Bob a comporla, ma volle fare in modo che Ford ne risultasse il compositore per permettergli di incassare i diritti d’autore. Con tali soldi Ford avrebbe attrezzato una mensa per i poveri e per i senzatetto.

“Them Belly Full (But We Hungry)” è un monito contro una nazione che lascia che le persone più povere vengano ridotte alla fame. Profetica e molto chiara al riguardo è la frase-avvertimento “a hungry mob is an angry mob” (una folla affamata è una folla arrabbiata). Questa canzone a quanto risulta è dedicata all’allora neo-eletto primo ministro socialdemocratico Michael Manley. “Talkin’ Blues” e “Revolution” approfondiscono il controverso discorso politico. “Rebel Music (3 O’Clock Roadblock)” è una riflessione sul potenziale impatto della musica reggae sulla società giamaicana. La canzone è stata scritta dopo che Marley fu fermato dalla polizia per un controllo d’auto notturno. L’influenza della crescente devozione di Marley verso il Rastafarianesimo può essere sentita in canzoni a tema religioso come “So Jah Seh”, “Natty Dread” e “Lively Up Yourself”, mentre la sua reputazione di romantico è confermata con la dolce e seducente “Bend Down Low”. La title track dell’album prende il suo nome dal termine Natty Dreadlocks che indica un singolo membro della comunità rastafari o un’idealizzata personificazione del movimento in genere.

Lato A

  1. Lively Up Yourself – 5:10 – (Bob Marley)
  2. No Woman, No Cry – 4:05 – (Vincent Ford)
  3. Them Belly Full (But We Hungry) – 3:10 – (Lecon Cogill, Carlton Barrett)
  4. Rebel Music (3 O’Clock Roadblock) – 6:45 – (Aston Barrett, Hugh Peart)

Lato B

  1. So Jah Seh – 4:30 – (Rita Marley, Willy Francisco)
  2. Natty Dread – 3:35 – (Rita Marley, Alan Cole)
  3. Bend Down Low – 3:10 – (Bob Marley)
  4. Talkin’ Blues – 4:05 – (Lecon Cogill, Carlton Barrett)
  5. Revolution – 4:20 – (Bob Marley)

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