10 HP: dalle radici battistiane al pop rock italiano, passando per Sanremo

Li ricordiamo finalisti a Sanremo Giovani nel 2012. Sono tornati con un disco che si arricchisce di un nuovo singolo estratto dal titolo “Forse”. Torna quindi quel pop rock rigorosamente italiano dal gusto main stream, quel suono suonato che ci ricordano le province italiane nel fermento degli anni ’90.

Torna l’amore e la vita quotidiana a ispirare i lineamenti ruvidi che arrivano dall’America. Perché in fondo “Mantide”, il disco dei siciliani 10 HP suona davvero con quel mood leggero e di passione, ruvido ma anche melodicamente romantico.

L’ultimo disco, il singolo uscito da qualche mese… piano piano le cose si stanno ripopolando di energia?

L’energia non manca mai. Certo, il destino ci prova in tutti i modi a farcela perdere, facendoci pubblicare un album in piena pandemia, ma noi cerchiamo di sfruttare al massimo i momenti negativi come fonte di ispirazione e riflessione per il prossimo lavoro discografico.

Dal vivo che momento state vivendo?

Ovviamente un momento non roseo per tutti gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo

Però è anche vero che una musica come la vostra vive anche molto di radiofonia, di diffusione, di corredo a grandi momenti oltre che di live… o sbaglio?

Beh, noi non abbiamo vissuto mai di radiofonia, non ci dispiacerebbe affatto e ben venga qualsiasi promozione e diffusione, ma la dimensione in cui ci sentiamo più a nostro agio è ovviamente il live.

Parlateci delle nuove tendenze digitali, dell’elettronica che in questo disco colorano ma non invadono mai. Una scelta più drastica in tal senso? O comunque il “Made in Italy” per voi deve restare un punto fermo?

Abbiamo un utilizzo molto limitato dell’elettronica, programmazioni realizzate durante la pre produzione dell’album. Se riteniamo che il brano renda di più con un pizzico di synth allora lo inseriamo, ma cerchiamo di limitarne l’uso, in fondo siamo un power trio (chitarra, basso e batteria).

Ed ecco, citando anche il vostro comunicato stampa: cosa significa per voi il “Made in Italy”?

Per noi il “made in Italy” è la tipica caratterizzazione melodica dentro le nostre canzoni, nonostante l’impianto ritmico/armonico dal sound più anglosassone.

A chiudere lasciateci un pronostico sociale: dischi e musica verso quale direzione stanno andando?

C’è grande nostalgia verso i vecchi sistemi di ascolto, l’acquisto del cd o del vinile implicava un coinvolgimento emotivo unico verso il “prodotto” musicale. Purtroppo il mercato musicale è dominato dallo streaming e la musica non si “possiede” più, ma si consuma come una sigaretta, siamo nell’epoca dell’usa e getta e difficilmente si può invertire la rotta.

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