42 anni di ‘Jazz’, il settimo album in studio dei Queen

Il disco-funk di Fun It, la teatralità di Dreamer’s Ball, il rock and roll di Dead on Time, l’hard rock di If You Can’t Beat Them. Ma, nonostante il titolo, nessun pezzo di jazz.

E’ il 14 novembre del 1978 quando i Queen pubblicavano Jazz, settimo album in studio. Una nota chiarisce che non è stato usato nessun tipo di sintetizzatore, e il primo dei loro LP a non essere registrato in Gran Bretagna per motivi fiscali. Con il vinile era accluso un poster che ritraeva le protagoniste del video della celebre canzone “Bicycle Race“, dove un gruppo di ragazze nude in sella ad una bici da corsa pedalavano nella pista dello stadio di Wimbledon. Il disegno della copertina frontale dell’album venne suggerito da Roger Taylor, che aveva visto in precedenza un disegno simile dipinto sul muro di Berlino.

Per promuovere l’album e il singolo “Bycicle Race/Fat Bottomed Girls” il 17 settembre 1978 allo stadio di Wimbledon a Londra venne organizzata una corsa ciclistica con 65 ragazze nude, tutte modelle appositamente scritturate da un’agenzia del settore. La foto del gruppo di donne venne inclusa come poster pieghevole all’interno delle prime copie dell’album. Negli Stati Uniti, causa censura, il poster venne sostituito da una cartolina con la quale chi fosse stato interessato avrebbe potuto richiederlo. Nelle successive ristampe del disco, e nelle riedizioni in CD, il poster, ritenuto troppo “scabroso”, non venne più incluso nella confezione. Una versione più piccola del poster venne successivamente inclusa nel box set “Crown Jewels“. A causa delle violente proteste da parte di svariate associazioni moraliste, negli Stati Uniti anche la copertina del singolo “Bycicle Race/Fat Bottomed Girls“, che mostrava in primo piano il fondoschiena di una delle ragazze in bici (la vincitrice della corsa), venne censurata con un paio di slip disegnati sulle terga della giovane. Il 31 ottobre 1978, giorno di Halloween, la band diede una grande festa per celebrare il completamento delle registrazioni dell’album. Il celebre e famigerato party, nel corso degli anni, è diventato uno dei punti più controversi nella storia della band.

La festa si tenne al Fairmont Hotel di New Orleans, con circa quattrocento invitati (oltre a numerose prostitute e ballerine reclutate nei vari club del quartiere francese). Anche le dirigenze al completo della EMI e dell’Elektra furono invitate.

Dopo anni non è del tutto chiaro cosa sia veramente accaduto durante lo sfrenato festeggiamento, in ogni caso, nel corso delle successive settimane, la stampa riportò che l’intrattenimento degli ospiti aveva compreso: ballerine di striptease, cameriere in topless, lavandini incendiati, incantatori di serpenti, travestiti, spogliarellisti, etc. etc. Secondo i resoconti, il divertimento costò un totale di duecentomila sterline. Nel corso degli anni, la leggenda crebbe a dismisura, e si moltiplicarono le voci che volevano la presenza anche di nani ermafroditi, ragazze in bikini che lottavano nel fango, vassoi d’argento pieni di cocaina, e che la festa si tramutò ben presto in un’orgia vera e propria. Bob Mercer della EMI negò la presenza di nani e cocaina e Roger Taylor affermò a posteriori che molte delle affermazioni erano esagerate e non veritiere, ma che molto di ciò che si racconta è realmente accaduto nel corso della festa.

Tracklist:

1 Mustapha – 3:01 (Freddie Mercury – Queen)
2 Fat Bottomed Girls – 4:17 (Brian May – Queen)
3 Jealousy – 3:13 (Freddie Mercury – Queen)
4 Bicycle Race – 3:03 (Freddie Mercury – Queen)
5 If You Can’t Beat Them – 4:15 (John Deacon – Queen)
6 Let Me Entertain You – 3:02 (Freddie Mercury – Queen)
7 Dead on Time – 3:23 (Brian May – Queen)
8 In Only Seven Days – 2:30 (John Deacon – Queen)
9 Dreamer’s Ball – 3:30 (Brian May – Queen)
10 Fun It – 3:29 (Roger Taylor – Queen)
11 Leaving Home Ain’t Easy – 3:15 (Brian May)
12 Don’t Stop Me Now – 3:29 (Freddie Mercury – Queen)
13 More of That Jazz – 4:16

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