Indimenticato jazzista, 26 anni fa l’addio a Cab Calloway

“Ari ari ari ha, Heidi heidi heidi hi”. Una strofa apparentemente senza senso, che però è entrata di diritto nella storia della musica, del jazz, e del cinema. A pronuciarla, anzi a cantarla, il leggendario Cabell Calloway III, noto come Cab Calloway, nato negli Usa a Rochester il 25 dicembre 1907, morto a Hockessin 26 anni fa, era il 18 novembre 1994. Indimenticabile il suo ruolo nel film The Blues Brothers, in cui impersonava Curtis, un dipendente dell’orfanotrofio, consiglia ai due protagonisti di recarsi nella chiesa battista di Triple Rock. Nella parte finale del film, mentre il pubblico aspetta Jack ed Elwood, Cab lo intrattiene con un suo grande successo,  Minnie l’impicciona.

Cantante, musicista e attore statunitense, fu grazie alle donne della sua famiglia che si avviò alla carriera musicale. Prima la madre, che gli fece prendere lezioni di canto lirico (come tenore drammatico), poi la sorella maggiore, la cantante Blanche Calloway, che lo introdusse nell’ambiente del jazz di Chicago. Il giovanissimo Cab Calloway – era ancora alle scuole superiori – incontrò così grandi musicisti come Louis Armstrong, Chick Webb, Johnny Jones.

Dopo aver lavorato con vari gruppi come batterista e cantante, nel 1929 gli venne offerta la conduzione di una band di undici elementi, The Alabamians. Poco dopo passò a dirigere un’altra orchestra, The Missourians, più tardi ribattezzata come Cab Calloway and His Orchestra, che venne scritturata per sostituire Duke Ellington e la sua band nel prestigioso Cotton Club di Harlem.

Il debutto al Cotton Club fu un successo enorme, divenne così uno dei jazzisti più conosciuti del periodo. Negli anni trenta Cab Calloway fu il direttore della famosa orchestra del “Cotton Club“. Durante la sua conduzione, suonarono nella band elementi del calibro dei trombettisti Doc Cheatham e Dizzy Gillespie, il bassista Milt Hilton, il sassofonista Chu Berry, il batterista Cozy Cole. Fu la prima orchestra afro-americana ad effettuare una tournée nel sud degli Stati Uniti, nel 1931. Nel 1935 fecero una lunga tournée in Europa, con concerti a Londra, Amsterdam, Parigi ed altre città. Al periodo del “Cotton Club” risale la canzone più nota di Cab Calloway: Minnie the Moocher, incisa nel 1931, uno splendido esempio della tecnica scat, di cui fu uno dei più grandi interpreti. Fu il primo album jazz a vendere un milione di copie. Originariamente la canzone fu usata nei cartoni animati di Betty Boop.

Nel 1940 il “Cotton Club” chiuse i battenti. Cab Calloway e i suoi musicisti si trasferirono inizialmente al “Club Zanzibar“, poi cominciarono a viaggiare, facendo concerti in varie città degli Stati Uniti ed anche all’estero. Nel corso degli anni quaranta ci furono diversi cambi di formazione nella band di Cab Calloway. In quel periodo si unirono a lui il trombettista Jonah Jones e i sassofonisti Hilton Jefferson, Illinois Jacquet e Ike Quebec. Nell’aprile del 1948 Cab Calloway prese la decisione di sciogliere l’orchestra. Non se la sentiva più di dover garantire uno stipendio fisso a tutti i suoi musicisti. Avrebbe ricostituito la band solo per singoli concerti o per le tournée, ingaggiando i musicisti “a gettone”. Senza l’impegno della band, Cab Calloway poté dedicarsi maggiormente ai suoi progetti solisti. Già dai tempi del “Cotton Club”, comunque, aveva lavorato per la radio e per il cinema, apparendo in numerosi film musicali. Negli anni cinquanta si dedicò anche ai musical, ed apparve pure in televisione. Fece diverse tournée all’estero, in Europa (fra l’altro, con il trio vocale femminile The Peters Sisters), in Centro e Sud America, ma dopo gli anni Cinquanta ridusse notevolmente la sua attività concertistica.

Il 12 giugno 1994, Cab Calloway subì un grave ictus. Morì cinque mesi dopo, il 18 novembre 1994, all’età di 86 anni. Il suo corpo venne cremato e le sue ceneri furono date alla sua famiglia. Alla morte di sua moglie Zulme “Nuffie” Calloway, il 13 ottobre 2008, le sue ceneri furono sepolte accanto a lei nel mausoleo Rosewood a Ferncliff Cemetery di Hartsdale, New York.

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