Capolavoro senza tempo: 41 anni fa i Pink Floyd pubblicavano The Wall

Un (doppio) album talmente forte, talmente di impatto, che come un macigno è finito sul mondo della musica internazionale. E che ha contribuito ad alimentare una tensione già esistente all’interno dei Pink Floyd, culminata con la cacciata di Rick Wright, rimasto poi solo come turnista per il tour promozionale. Il successivo The Final Cut sarebbe stato l’album che avrebbe poi sancito la rottura definitiva tra Roger Waters e il resto del gruppo.

The Wall è l’undicesimo album in studio dei Pink Floyd, per gran parte scritto da Waters, evidenti i passaggi autobiografici, a partire dalla morte del padre durante il conflitto mondiale, fu pubblicato il 30 novembre del 1979. L’album più venduto negli Stati Uniti nel 1980 è considerato il concept album per eccellenza. Un’opera nata per diverse necessità all’interno della band. David Gilmour, Roger Waters, Rick Wright, Nick Mason, infatti, erano in ‘rosso’, un nuovo disco era diventato vitale. E poi c’era Roger Waters, autore dell’idea principale e di gran parte dei pezzi, che nell’album racconta molto della sua storia. Il film che sarà tratto dal disco, infatti, racconta di questa rockstar, in perenne conflitto con il mondo e con l’idea di successo, perde il padre durante la seconda Guerra mondiale. Forte lo stato di alienazione del protagonista, dell’album e del film, invalicabile il muro eretto tra lui e il resto del pubblico e del mondo.

Un album entrato nella leggenda, una scelta decisa dopo una votazione da (quasi) tutta la band, meno da chi lo aveva scritto (per gran parte). Che, furioso con il mondo, partorì il disco dopo uno scatto d’ira. Un album voluto dagli altri, che quasi sancì definitivamente l’addio a Roger Waters: la sua ‘dittatura’ era ormai motivo di allontamento da Nick Mason, David Gilmour e soprattutto da Rick Wright, che fu addirittura licenziato da Waters, rimase però come turnista nel tour promozionale. I Pink Floyd sono in tour, è luglio del 1977, il concerto è quello di Montreal, in Canada. È qui che parte il famoso scatto d’ira, quello sputo che pesa come un macigno, come un mattone di un muro infinito, tra l’artista (Waters) e il pubblico. Proprio in questa occasione il ‘Genio creativo dei Pink Floyd’, irritato dalla maleducazione di un gruppo di spettatori, arriva a sputare verso uno di loro.
Nel periodo successivo, Waters inizia a sviluppare il lavoro nato per caso, o per istinto. Ma non solo. Perché presentò alla band due nuovi progetti: una demo di circa novanta minuti intitolata Bricks in the Wall, ed un’altra che lui avrebbe preferito The Pros and Cons of Hitch Hiking. La scelta ricadde su The Wall, l’altro album diventerà il suo primo album solista dopo l’addio del 1985.
L’album sul ‘muro’ diventerà anche un film con protagonista uno sconosciuto Bob Geldof: racconta di Pink (personaggio via di mezzo tra Roger Waters e Syd Barrett), un artista che, anche a causa dei tragici avvenimenti della propria esistenza, si chiude in un muro psicologico, protettivo ed invalicabile.

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