4 colpi: “John Lennon è morto”. E il mondo non è stato più lo stesso

Una domanda che forse ancora oggi non ha trovato una risposta: “Why?”, “Perché?”. È vero che Mark Chapman ha sempre giustificato il suo atto, vile, con la ricerca di “gloria”, di “attenzione”. Lo fa da 40 anni, lo ha fatto ogni volta che ha richiesto la libertà condizionale, ben 11 e ognuna andata a vuoto. Del resto John Lennon era molto famoso, addirittura ‘più famoso di Gesù’, come lui stesso disse ai tempi dei Beatles, scatenando inevitabili polemiche.
‘Famoso come Gesù’, eppure tanto disponibile con chiunque lo cercasse, o gli mettesse di fronte un album da autografare. Come fece quel giorno, quel pomeriggio dell’8 dicembre del 1980, quando insieme alla sua Yoko Yoko, lasciando la sua residenza, il palazzo The Dakota in Central Park a Manhattan, a New York, la sua attenzione viene richiamata dal fan Mark Chapman. Con in mano una copia di Double Fantasy, l’ultimo album in studio registrato da Lennon, chiese e ottenne dallo stesso ex Beatle quello che forse sara’ l’ultimo autografo della sua breve vita. Chapman rimase li’, ad aspettarlo, dopo l’autografo, per altre 4 ore. Finché non fece rientro nella sua residenza. In quel momento, Chapman richiamò di nuovo la sua attenzione (“Mr. John”), prima di ucciderlo colpendolo colpendolo con 4 dei 5 colpi sparati dalla sua pistola.
Fan dei Beatles, ossessionato da John Lennon. Si può riassumere così la figura di Mark David Chapman, che arrivò a sposare una donna americana di origine giapponese, Gloria Hiroko Abe perché gli ricordava Yoko Ono.

Sono quasi le 23, per l’esattezza le 22.52, quando Lennon e la Ono fanno ritorno nella loro residenza. Pochi istanti dopo, i 4 colpi devastanti. Tra i primi ad accorrerlo, il portiere del palazzo che ospitava Lennon, Jose Perdomo, che disarmo’ un inerme Chapman, intento a leggere il suo libro, Il giovane Holden, da cui pare fosse ossessionato, e gli disse: “Ma ti rendi conto di cosa hai fatto?”. Incredibilmente fredda la risposta dell’assassino: “Sì, ho appena sparato a John Lennon“. Ferito gravemente, fu soccorso dai primi poliziotti arrivati sul posto, Steve Spiro e Peter Cullen: lo stato delle ferite non permetteva di aspettare l’arrivo dell’ambulanza. Furono loro, con l’auto di servizio, a trasportarlo al vicino Roosevelt Hospital. John Lennon viene dichiarato morto alle 23.15.

Oggi Lennon avrebbe avuto 80 anni. Quando Chapman decise di farlo morire “per la gloria”, ne aveva esattamente la meta’. Nato a Liverpool il 9 ottobre del 1940, con Paul McCartney diede vita ad uno strepitoso sodalizio, qualcosa di unico, alla guida dei Beatles. Insieme a George Harrison e a Ringo Starr, rivoluzionarono letteralmente la musica, abituato fino ad allora a ben altro.

È il 1963 quando con l’album Please Please Me si mostreranno per la prima volta al mondo. Fino al 1965 usciranno altri 5 album, una media di due l’anno. La strada verso il mito era ormai imboccata, il successo era clamorosamente li’ a disposizione. Era cosi’ forte ed evidente che John Lennon stesso arrivo’ a dire, non senza grandi polemiche: “I Beatles sono piu’ popolari di Gesu’ Cristo adesso. Non so chi morira’ per primo. Il Rock and Roll o il Cristianesimo“. È il 1970 quando arriva la notizia che
sconvolge milioni di fan: Paul McCartney anticipa lo scioglimento dei Beatles, annunciando di voler lasciare il gruppo. Dieci anni prima dell’addio a John Lennon. Nel frattempo Lennon ha conosciuto e iniziato ad amare Yoko Ono. Lei sara’ al suo fianco anche nella ugualmente strepitosa carriera solista: tra le sue produzioni spicca Imagine, la canzone piu’ famosa dell’artista inglese, pubblicata nell’album omonimo, il quinto da solista e secondo successivo allo scioglimento dei Beatles. Dal 1960, anno dei primi passi mossi con i Beatles, al 1980, Lennon, prima con gli altri compagni, poi da solo, ha letteralmente travolto il mondo della musica, con le sue idee, la sua musica, le sue parole. Aveva 40 anni quando la sua vita è stata interrotta dal gesto di un folle, e altrettanti ne sono trascorsi, immersi nella sua leggenda, nell’amore dei suoi milioni di fan. Quattro decenni che John Lennon avrebbe ancora rivoluzionato, sconvolto con la sua musica, con le sue idee, con la forza del suo pensiero. Non sapremo mai quanta arte ancora avrebbe potuto regalarci: non resta che ‘accontentarci’ di quello che ci ha regalato in 40 anni di vita.

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