Poeta e cantante, leader seducente: 77 anni fa nasceva Jim Morrison

Poeta. E poi cantante. Amante della vita, cantore della morte attraverso le sue canzoni, in cui l’ha raccontata, rappresentata, cantata ben più di una volta.
James Douglas Morrison, per tutti semplicemente Jim, oggi avrebbe festeggiato 75 anni. Nato a Melbourne, nello Stato della Florida, l’8 dicembre del 1943, è stato trovato senza vita dalla fidanzata Pam a Parigi il 3 luglio 1971. Jim e la morte, arrivata troppo presto, ad appena 27 anni; Jim e la morte, vista, vissuta troppo presto, ad appena 4-5 anni, tanto da condizionarlo per il resto della sua vita.
Come raccontò lui stesso: “La prima volta che ho scoperto la morte… eravamo io, mia madre e mio padre, e forse anche mia sorella e i miei nonni, e stavamo attraversando il deserto in auto all’alba, e un autocarro pieno di lavoratori indiani era andato a sbattere contro un’altra macchina o non so cosa, ma c’erano indiani sparpagliati per la strada, sanguinanti e moribondi… ecco, questo fu il mio primo impatto con la morte, dovevo avere quattro o cinque anni. Abbiamo accostato e ci siamo fermati… io ero solo un bambino, e un bambino è come un fiore con la testa scossa dal vento… penso davvero che in quel momento l’anima di uno di quegli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro stessero correndo in giro come impazziti e siano balzati nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad assorbirli. Questa non è una storia di fantasmi. È qualcosa che ha un significato profondo per me”.
La malinconia, la rabbia, la morte, il rapporto tormentato con i propri genitori (“Padre, voglio ucciderti” e “Madre voglio fotterti, tutta la notte”, cantava in The End): tutti temi, questi, toccati dalla sua musica, nelle sue poesie. Insieme alla morte.
 
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Jim Morrison e la morte, arrivata ad appena 27 anni. Arrivata come per altri grandissimi artisti dell’epoca, diede a sua volta vita e vigore alla leggenda, o meglio alla maledizione del famigerato “Club 27“: Brian Jones (che morì esattamente due anni prima di Morrison, il 3 luglio 1969), Jimi Hendrix, Janis Joplin e appunto Jim Morrison – erano morti prematuramente nell’arco di due anni in circostanze tragiche, tutti e quattro a 27 anni, e tutti e quattro con la lettera “J”. 
 
Leggende nella Leggenda. Ma Jim Morrison, per tutti il Re Lucertola, era soprattutto poesia, musica amata in modo viscerale, quel rapporto quasi morboso per cui lui aveva vissuto intensamente i suoi primi (e unici) 27 anni e per cui aveva creato e guidato The Doors in un breve quanto intensissimo periodo, dal 1965 al 1971. Tra i grandi protagonisti del rock psichedelico, poeta maledetto, la sua è stata una figura decisamente carismatica e seducente nel panorama rock.
 

The Severed Garden,  dal postumo ‘An American Prayer’:

“Sai quanto pallida lasciva e fremente
viene la morte a una strana ora
inattesa, imprevista
come uno spaventoso ospite più che amichevole che ti sei
portato a letto
La morte rende angeli tutti noi
e ci dà ali
dove avevamo spalle
lisce come artigli
di corvo
Basta denaro, basta agghindarsi
Questo regno sembra di gran lunga migliore
finché l’altra faccia rivela l’incesto
e la libera obbedienza a una legge vegetale
Non ci andrò
Preferisco una Festa di Amici
Alla Famiglia Gigante”.
 
 
DISCOGRAFIA (Doors)
 
1967 – The Doors
1967 – Strange Days
1968 – Waiting for the Sun
1969 – The Soft Parade
1970 – Morrison Hotel
1971 – L.A. Woman
1971 – Other Voices
1972 – Full Circle
1978 – An American Prayer
 

 

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