‘Tu eri lì’: storie di vita nell’abum d’esordio di Sambiglion – RECENSIONE

Faide tra “papponi”, maneggi dell’alta finanza, amori “tossici”…sono solo alcune delle storie di Sambiglion, contenute nell’album “Tu eri lì”, appena uscito su etichetta La Stanza Nascosta Records.

Narrazioni polisemiche, che lasciano all’ascoltatore una raggiera di possibili interpretazioni. La più bella, in particolare, sembra irradiare un’aura mistica, anche se un sottotesto spirituale abita, probabilmente, l’intero lavoro. Sambiglion cerca la sua verità e la trasfonde in musica, privilegiando una veste prevalentemente unplugged e arrangiamenti dal mood minimale. I richiami dichiarati alle atmosfere cantautorali classiche si accompagnano a sonorità più schiettamente pop-rock, con inserimenti di ritmiche “popolari”. Particolarmente riuscita ed emozionante “Ritmo di vita”, che sembra riecheggiare il migliore Rino Gaetano; più deandreiana “Mastro Misciu”, ispirata alla celebre novella verghiana “Rosso Malpelo”. Nel complesso un esordio convincente, che coniuga godibilità e profondità.

Menzione speciale per il disegno di copertina, una piccola perla che ben rispecchia, nell’essenzialità del tratto, l’anima del disco.

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