Attilio Fontana e le ‘Sessioni Segrete’, il ritorno con un album acustico

‘Lui chi è? Come mai l’hai portato con te…’, ho deciso di esorcizzare questo periodo cercando una canzone amuleto per proteggerci dall’intruso più fastidioso che ci sia capitato da un secolo a questa parte. la parte del coro nel ritornello la affido a voi che in macchina, in ufficio o sotto la doccia potete cantare il vostro ‘lui chi è’, in attesa che riparta la vita “reale” per tutti”. E così Attilio Fontana, cantautore, attore, cantante e performer, al successo con i Ragazzi Italiani tra il 1995 e il 2000, prima di intraprendere la carriera solista, racconta il suo nuovo progetto discografico, Sessioni Segrete.

L’album, composto da 10 brani, sarà accompagnato da dodici video “live” di Sessioni Segrete, con la registrazione “one shot” di ogni brano (dogma del progetto), che saranno pubblicati online con una cadenza settimanale fino a febbraio/marzo 2021, insieme a racconti e “segreti” per ogni messa in
onda. Per il progetto “Sessioni Segrete” sarà inoltre disponibile in una tiratura limitata di sole l’artista ha deciso di realizzare 100 CD d’arte in tiratura limitata,copie. Cento CD-arte con allegata una barchetta di carta dipinta ad acquerello e piegata su un testosul testo scritto a mano di una delle canzoni
contenute nell’album delle canzoni scritte a mano da lui stesso, a cui si aggiungeranno una foglia a forma di cuore e una frase “amuleto”.

Questa confezione sarà in esclusiva per i primi cento che acquisteranno l’album, un progetto che è dedicato al rituale delle piccole cose. Qui il Il liLink per la “secret box”: https://cosedia.company.site sarà presto disponibile sui social ufficiali di Attilio.

Abbiamo intervistato Attilio Fontana, che ha raccontato quanto amore abbia dedicato alla realizzazione del suo ultimo album. Amante della musica con la “A” maiuscola, ha sempre desiderato di realizzare un album in acustico. “Sessioni segrete” è il regalo al suo pubblico e il suo modo per arrivare al cuore di chi non lo ha ancora conosciuto nel suo io più profondo.

Il suo è il desiderio di “essere nudo, vero, agli occhi degli altri” La voglia di “sentirsi libero” arrivando profondamente in modo intimo al pubblico, è tra le intenzioni principali di Attilio Fontana. Siamo nell’era dell’amore liquido in cui tutto sembra aver perso di consistenza, troppo concentrati più sul cosa che sulla qualità di ciò che facciamo.

“Io voglio mostrarmi per come sono senza trucchi e senza inganni, emozionare- ci racconta Attilio– Si, perchè si è persa questa capacità. Preferisco ‘il disco fatto a mano’ quello realizzato senza troppi artifici, limature. La perfezione dell’imperfezione…Credo che sia importante lasciare tutto quello che il producer toglie, andando anche controcorrente. -Continua -Prima era il sentimento che dominava la scena, ora non è più così”.

Sicuramente molto importante durante la realizzazione dei suoi lavori musicali è la collaborazione con Franco Ventura: “ Entrambi proviamo un grande amore per i cantautori”.

Come mai hai scelto proprio Mafalda come nome per intitolare una delle tue canzoni?

“Mafalda è una canzone in cui metto in evidenza l’amore puro, Mafalda è una donna che non ama mettersi in mostra, una donna semplice. Mafalda non ha bisogno dei selfie e non si vende pur di ottenere qualsiasi cosa, è una donna che non scende a compromessi. Rappresenta quella fotografia della società, quello scatto fotografico che in un certo qual modo è andato perso. L’eterno conflitto tra il sentire e il saper essere, l’apparire. Mentre scrivevo questa canzone mi sono ispirato un po’ a Rino Gaetano, a giocare un po’ col suo codice. La canzone è infatti una sorta di matriosca di parole”.

Cosa mi dici della canzone TangoLento con cui apri l’album?

“Sono un grande estimatore della musica brasiliana e sudamericana e della bossa nova ci sono cascato dentro con tutte le scarpe!”.

Parlando dei grandi musicisti e cantautori che hai incontrato nel tuo percorso a quale ti senti più legato?

“Ho incontrato dei grandi artisti lungo il mio percorso è vero, probabilmente sono rimasto profondamente catturato dalla maestria e profondità di Lucio Dalla. Per me è stato una sorta di Master dal quale ho appreso tra i vari insegnamenti che cantare, non significa pronunciare delle parole in musica ma tirarne fuori l’anima. Ricordo che non era mai contento di quello che gli si proponeva, molti cantavano semplicemente senza riconoscere alle parole quel senso, quel significato”.

Cosa puoi dirci della tua esperienza da “Tale e Quale Show”?

“Tale e Quale Show è stato il mio banco di prova, un modo per esprimere il talento, ma non mi sento mai una “persona arrivata” continuo sempre a studiare, ad aggiornarmi. Tale e Quale Show mi ha permesso di entrare in contatto con l’anima dei vari personaggi che ho interpretato. Si è trattata di una vera e propria sfida con me stesso, oserei dire un’olimpiade!”.

Cosa Vuoi augurare a tutti lettori di Danger of music? Vi auguro di cadere sempre in braccio alla fortuna, nel 2021 così come nel tempo che verrà! Proprio come canto nella canzone Tangolento,

di Faby

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