L’esordio di Beppe Cunico: l’antico rock di “Passion, Love, Heart & Soul”

Esordio decisamente “antico” nello stile quello di Beppe Cunico, chitarrista, cantautore rock psichedelico che si affida alle grandi dottrine della storia per sfornare un vinile che farà gola ai veterani della scena anni ’70 e oltre. Si intitola “Passion, Love, Heart & Soul” e si corona di un bellissimo video di animazione per il singolo “Silente Heroes” disponibile sui tradizionali canali digitali.

Un disco che sembra venuto dal passato. Quanto e in che modo sei legato agli anni ’70?

Sono molto legato al rock degli anni Settanta. Sono del 1965 e avendo un fratello di 8 anni più vecchio, sono cresciuto con i Genesis, Pink Floyd, King Krimson, Yes, Jethro Tull

Questa è stata la mia musica dall’età di 6 anni.

Ci sembra quasi un monito a ripensare il concetto di futuro. Un disco ampiamente ancorato alla conservazione più che alla sperimentazione, non trovi?

Prog significa viaggiare con la mente senza porsi limiti e paletti. Prog vuol dire liberarsi dagli stereotipi e lasciarsi guidare dall’istinto per creare bellezza. Questo vuol dire pensare ad un futuro dover la musica sia suonata con passione e non come “marchette” per intasare di merda il mercato.

E comunque nel disco non mancano sperimentazioni: essendo un neofita sia come chitarrista che come cantante, queste canzoni sono le miei prime in assoluto, ho imparato a suonare e cantare con queste e non come vuole la tradizione, interpretando brani classici. 

Questo ha portato ad un risultato, secondo me, alle volte non scontato.

E quindi nei confronti del nuovo? Come ti poni e cosa ne pensi?

Dipende dal nuovo. Se parliamo dei giovani Rap, Trap, eccetera, non mi piacciono, anzi mi fanno schifo: musica assente condita da messaggi pericolosi per i teenagers.

Poi non sopporto i duetti dei “vecchietti” con i rapper, fatti solo per sentirsi più giovani o per vendere qualche misera copia in più.

La buona musica esiste da sempre, basta cercarla.

L’esempio per me è Steven Wilson, che sa sorprendere ad ogni disco: melodie, suoni, armonie che cambiano, che si evolvono, ma sempre mantenendo quell’artigianato che contraddistingue il vero cantautore. Anche qui da noi abbiamo molti esempi: Verdena, IOSONOUNCANE, Brunori Sas…

Un disco sociale come leggo da più parti. Ma usando parole più nobili e prese nel loro senso strettamente letterale: pensi che questo sia un disco che faccia “politica”?

La politica attuale è fatta di egoismi e avidità. Quindi la passione, l’amore, l’impegno e la sincerità che voglio esternare con la mia musica, sono uno sprono per vivere una vita migliore in una società migliore, quindi di firlesso anche per una politica migliore.

Bellissimo video di animazione. In senso lato, pensi che l’immaginario dell’animazione sia più efficace dentro una realtà decisamente surreale come quella che stiamo vivendo? E in generale, perché la scelta di un disegno?

Ho scelto l’animazione, in 2D e astratta, per non distogliere l’ascoltatore dalla musica e dal testo: ho voluto un video che facesse da supporto alla musica. L’attuale realtà che stiamo vivendo è fatta di troppe finzioni ed esagerazioni, perciò fare un’animazione scarna, quasi essenziale, ma forte, spinge ancora di più il mio messaggio.

Dunque: il prog non è morto? Secondo te perché col tempo, oggi soprattutto, ha perso così tanto mordente dentro la quotidianità dei nostri ascolti?

Perché ci vuole tempo e serenità per apprezzare la buona musica, ma la società attuale non lo contempla. Bisogna reagire e migliorarsi la qualità della vita; in questo la buona musica può essere molto terapeutica.
Negli ultimi anni ho passato varie vicissitudini, sia personali-famigliari che economiche e la musica, assieme a mia moglie, mi hanno aiutato molto.

Inoltre, dal 2000 in poi le case discografiche hanno smesso di essere dei veri talent scout, ma semplici distributrici di roba usa e getta, più attente al profitto immediato con poco investimento, costringendo gli artisti a farsi tutto da soli, compromettendo così la qualità. Così si è persa la voglia di sperimentare, di confrontarsi e di dialogare. La gente si è abituata ai “tormentoni”, alle rime insignificanti, ai temi scopiazzati qua e la. Quindi Prog, come io lo intendo, è fantasia e ribellione non tecnicismo. Long Live to the Rock’n Roll.

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