Un anno in musica, aspettando (finalmente), il 2021: la nostra classifica

Lo stop improvviso, poi le restrizioni, infine il nuovo blocco. Indubbiamente il 2020 è stato un anno da dimenticare per il mondo della musica, almeno per quella dal vivo.

Allo stesso tempo, però, l’emergenza sanitaria non ha frenato le produzioni in questi ultimi dodici mesi. Forse mai come quest’anno, sono stati pubblicati album o singoli di così alta qualità e decisamente in gran numero, segno di una certa prolificità degli artisti italiani.

In questi 12 mesi, grazie a loro e nonostante il blocco dovuto all’emergenza, siamo riusciti ad ascoltare tantissima musica, di ogni genere, da parte di gruppi o di singoli artisti: chi ha è stato ispirato dal momento attuale, chi invece ha legato ad altro la propria produzione. Comune denominatore l’alta qualità dei lavori pubblicati, che siano stati album interi o singoli pezzi. Avremmo voluto raccoglierli e metterli tutti insieme, abbiamo invece cercato di premiare, nel nostro piccolo, la miglior uscita di ogni mese.

Ci è sembrato più giusto per cercare di dare più visibilità a più artisti possibili. Perché ognuno, anche quelli che non sono menzionati qui sotto, meriterebbero invece, più spazio e di essere ascoltati da più gente possibile.

GENNAIO: E’ vero, è un album di cover. Ma è il coraggio avuto dal trio aretino Osaka Flu, di riprendere, spogliare e rivestire a loro modo brani cantautoriali italiani (e che brani!), facendoli ‘loro’, che secondo noi va premiato. Tutti brani slegati tra loro, scelti per pura passione, come hanno motivato loro stessi nella presentazione del disco: “Non c’è nessun legame tra un pezzo e l’altro, abbiamo sempre voluto fare un disco di cover un po’ per sfida, un po’ perché un sacco di gruppi che amiamo l’hanno fatto: i Clash, i Nirvana, Bob Dylan e Rino Gaetano”. ‘La strana famiglia‘, questo il titolo del disco, è un concentrato di energia, suonato splendidamente, 33 minuti di musica di qualità, titoli per nulla scontati, come La zappa il tridente il rastrello di Rino Gaetano, Gelati degli Skiantos o  Nella mia ora di libertà di Fabrizio De Andrè. In tutto 7 tracce, da ascoltare tutte d’un fiato.

FEBBRAIO: Spicca, invece, il pop Anni 80 dei MyOwnMine, con il primo album ‘Everything is in perspective’. In tutto sono otto le tracce, anticipate dal singolo e dal videoclip di “Shut the door”, un album fresco, pieno di ritmo, in cui oltre al pop sono evidenti le influenze soul-step, passando per un certo tipo di rnb vocale. Un album curato in ogni particolare, grazie anche ad un lavoro meticoloso, dopo una gestazione abbastanza lunga in cui idee (e formazioni) diverse si sono mescolate in un album che presenta più sfumature.

MARZO: Edèra, l’album de Le Fasi, esce ad inizio prima fase della pandemia. Un album pieno di grinta, da cui emerge la forza che c’è dietro il lavoro. Sono nove tracce che hanno fatto compagnia ai cittadini chiusi a casa per l’emergenza Covid-19. Con quest’album la band ha mescolato generi e parole nuove, senza, però, perdere mai energia. Hanno saputo mescolare la musica classica napoletana rimaneggiandola in chiave pop rock. “O tiemp spés in fond nun è ghìut pérzo, stringnéme chiù fòrte cu te nun teng paura da notte”. Un ottimo modo per alleviare le difficoltà di questo periodo, oggi come allora, in piene limitazioni.

APRILE: Un’artista straordinario, Gegè Telesforo. Il suo ultimo lavoro rispecchia una carriera all’insegna della ricerca, delle esperienze in campo artistico, dell’amore per la musica. Jazz Vocalist, musicista, produttore, compositore, ma anche giornalista, autore, personaggio radiofonico e televisivo, ha attraversato 40 anni di storia della musica e della tv con classe e garbo. E proprio l’amore, l’inno all’amore per la vita, per la natura, caratterizza il disco, che parla di incontri e scoperte di un viaggiatore sempre circondato da suoni e ritmi. Gegè oltre alla musica ha studiato anche come questa potesse essere trasposta in immagine. ‘Il mondo in testa’ è il dodicesimo lavoro discografico per il cantante, polistrumentista e produttore. L’intero album è indubbiamente un manifesto artistico, condensato in nove tracce nelle quali l’artista descrive quelli che sono i valori che persegue da anni.

MAGGIO: Buon esordio per She Likes Winter. Nell’album ‘Bruises’ l’impronta elettronica è alla base, per un repertorio originale, con testi in inglese ed in italiano, che spazia dal dream pop al post rock, con pennellate di indie rock ed elettronica. A dire la verità la band era già uscita con una pubblicazione: sei anni fa erano usciti con un EP, ‘A year in our lives’. Gli She likes winter nascono dall’incontro tra Stefano Vietta (basso, glockenspiel) e Matteo Valsecchi (chitarra) per dare vita ad un progetto originale di musica post-rock dalle atmosfere soffici, dark e allo stesso tempo psichedeliche, ispirandosi a band quali Mogwai, Sigur Ros, Radiohead, Album Leaf e This Will Destroy You.

GIUGNO:Malecherifarei‘ è il primo, omonimo, album del cantautore bolognese Michele Maccaferri, nome d’arte appunto Malecherifarei. Racconta, nel disco, la fine di una storia d’amore, un vero e proprio ‘viaggio’, passo dopo passo, canzone dopo canzone. Prima dell’album, sono usciti due pezzi. Il primo singolo ad essere stato presentato nel 2018 è ‘Sangue nelle vene’, entrato nella top 100 singoli italiani e top 10 singoli rock iTunes. Il secondo singolo, uscito nel febbraio 2019, è ‘Senza di te’ una canzone sull’assenza. Proprio il viaggiare è al centro della sua vita e al centro della sua produzione. Dopo aver girato e vissuto per il Sudamerica, comprende che ciò che veramente ha da esprimere lo può fare attraverso la musica.

LUGLIO: Quello dei Blindur, ‘3000remiX’, è un EP che contiene 7 versioni inedite, rimasterizzate e remixate del brano ‘3000X’. Il singolo è estratto dall’album ‘A’, secondo lavoro discografico di Blindur, progetto guidato dal cantautore e produttore Massimo De Vita. La band ha scelto proprio di dare nuova vita alla canzone ‘3000X’, con il contributo di numerosi dj e producer della scena nazionale e internazionale: da Marco Messina dei 99 Posse a Speaker Cenzou, con riletture che vanno dalle sonorità reggae a quelle psichedeliche, tutte confluite in una sperimentazione che ha fatto nascere 7 nuove canzoni partendo da una stessa identica anima. Un unico testo che ogni volta, però, sembra diverso grazie all’attento studio musicale che c’è dietro ad ogni brano del nuovo Ep.

AGOSTO: Le due chitarre battenti del duo Loccisano-De Carolis hanno dato vita al brano ‘Danza ionia’, il singolo che ha anticipato l’album ‘Venti’, una raccolta di brani rielaborati per duo di chitarra. Il brano nasce dall’ispirazione di Francesco Loccisano, che lo ha anche pubblicato nel suo primo disco da solista ‘Battente Italiana’ nel 2010, ma poi è stato riarrangiato per due chitarre battenti dallo stesso Loccisano insieme a Marcello De Carolis. L’album ‘Venti’ è un disco unico nel suo genere che esprime tutte le potenzialità sonore ed evocative di uno strumento tradizionale del meridione. Il titolo fa riferimento ad un numero ricorrente.

SETTEMBRE: “Se stanotte ti sembrerò strano/e scoppierò a ridere/è perché ormai ho capito che/il vuoto non finirà mai/di portarci dove ci sentiamo soli”. La Collera ha pubblicato l’EP omonimo, in cui spicca come la siano le cose di poco conto quelle che, invece, contano di più. La loro non è una musica comoda, ma è differente e sincera. Quel che si definisce ‘indie’ non è un genere musicale, ma un modo di essere. Ecco: questa è musica che scortica l’apparenza, che scava, cerca, penetra, per svelare e per arrivare, infine, a essere. ‘La collera’ il primo Ep dell’omonima band milanese è disponibile come cd e in versione digitale. Distribuito da Alka Record Label, con la produzione artistica Michele Guberti (Massaga Produzioni) e Manuele Fusaroli, produttore di alcuni dei maggiori dischi indie italiani. Il disco è stato anticipato dall’uscita del singolo ‘Certi Posti Sono Fatti Per Sentirsi Soli’.

OTTOBRE: Quello di Clemente è un lavoro che reclama a gran voce concentrazione. Certo, i livelli di lettura sono poi tanti (ognuno troverà quello più congeniale). Decisamente è anche un lavoro imponente, ambizioso nelle intenzioni e felice nella realizzazione. Nessuno scivolone, nessuna sbavatura, nessuna forzatura. I confini del giorno è un corposo concept album sul tema dell’amore, fatto poetico ed esistenziale per eccellenza, e delle sue infinite sfumature, che albergano in uno spazio-tempo dalla campitura fortemente allegorica. L’album è stato anticipato dal singolo Cuore.

NOVEMBRE: Piano elettrico, chitarra e voce per un EP acustico intimo ed elegante. E’ il ‘Disordine’ di Chiara Ragnini. Il disco è un vero elogio alla lentezza, alla calma, uscito a tre anni di distanza dall’ultimo disco dell’artista ligue. Il disco è stato anticipato dall’uscita del brano ‘Fra caos e paura’ disponibile su Youtube. I brani, completati durante i mesi di lockdown, parlano di amore e di affetto, argomenti che più stanno a cuore alla cantautrice genovese e dei quali le viene più spontaneo raccontare. Disordine è stato registrato da Chiara stessa nel suo home studio fra gli ulivi dell’entroterra ligure. Le canzoni portano tutte la firma della cantautrice, tranne l’ultima traccia, La sera è ormai notte, il cui testo è un ispirato riadattamento di una poesia del giornalista e filosofo piemontese Fulvio Romano.

DICEMBRE: Quello di Wasichu, artista all’esordio, “Non è un disco per giovani”. Uscito in un’era come questa, in cui diventa la normalità la sovraesposizione mediatica, di Wasichu sappiamo solo che è un cantautore varesino, dal riserbo di altri tempi. Con il suo album non spuntano foto patinate, ma solo un album scritto, cantato e suonato splendidamente, che viaggia con grande mestiere e innata capacità di emozionare su sonorità anni settanta, tra folk e rock blues, con incursioni country. Stupiscono i testi autentici ed immediati, stupisce il timbro caldo dell’artista, che sembra riecheggiare, qua e là, quello di Piero Marras. Un disco per chiunque abbia voglia di prendersi del tempo e ascoltare.

Con Serena Danese

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