E’ stato il diamante pazzo dei Pink Floyd: 75 anni fa nasceva Syd Barrett

“Remembering Syd”. Perché Barrett nessuno lo ha mai dimenticato e nessuno potrà mai metterlo da parte. “Ricordando Syd, nel giorno del suo 75esimo compleanno”, è il ricordo social di David Gilmour dell’amico Syd Barrett, che proprio oggi, infatti, avrebbe soffiato su 75 candeline.

Members of the psychedelic pop group Pink Floyd. From left to right, Roger Waters, Nick Mason, Syd Barrett and Rick Wright. (Photo by Keystone Features/Getty Images)

Nato a Cambridge il 6 gennaio 1946, Syd aveva meno di 20 anni quando ebbe l’intuizione di dar vita e anima alla più grande e influente rock progressive band di tutti i tempi, quei Pink Floyd che guidò per 3 anni. In cui, però, portò a compimento un solo album con la band, quel The Piper at the Gates of Dawn che avrebbe aperto la strada ai Pink Floyd. Lo stile chitarristico e la sua propensione all’esplorazione di nuove tecniche sperimentali, come l’utilizzo di dissonanze, distorsione e feedback, ebbero un enorme impatto su molti musicisti, da David Bowie a Brian Eno a Jimmy Page.

Il blues era la sua grande passione, al punto che quando inventò il nome Pink Floyd Sound, e poi il nome definitivo: Pink Floyd, lo fece mettendo insieme il nome di due dei suoi bluesmen preferiti Pink Anderson e Floyd Council. Barrett disse tuttavia ai giornalisti che il nome gli era stato suggerito dagli alieni e poi che Pink e Floyd erano anche i nomi dei suoi due gatti. Il passo successivo fu il furgone Floyd, per trasportare l’attrezzatura da un concerto all’altro: Barrett dipinse sul parafango il nome Pink Floyd con vernice nera e rosa

Chitarrista innovativo, Roger si interessò però prima al banjo, ma l’unica corrente del rock and roll che lo interessava era quella di Bo Diddley, i riff degli Shadows e di Buddy Holly. A 14 anni, iniziò a suonare la chitarra folk, insieme a un suo amico, John Gordon. Cominciò a questo punto ad avvicinarsi sempre più alla musica e divenne amico di un batterista chiamato Sid Barrett; i frequentatori del locale chiamavano entrambi “Sid”, ma per differenziare Roger dal batterista, sostituirono la i con una y.

Dopo The Piper At The Gates Of Dawn, i Pink Floyd pubblicarono nel 1968 A Saucerful of Secrets, ed è l’unico album della storia dei Pink Floyd inciso con il lavoro di tutti e 5 i membri: in quel periodo, infatti, David Gilmour era già entrato nella band, inizialmente doveva solo affiancare Syd. Ma quando le condizioni psicologiche di Barrett vengono meno, ne prende il posto. Per quell’album Waters pensò che le tracce da inserire potevano essere alcuni pezzi scritti da lui e Wright. Barrett ideò a questo punto una nuova traccia, Jugband Blues, un brano che si contraddistingue per il lungo intervallo improvvisato dall’Esercito della Salvezza Britannico e per il suo testo a metà tra l’ironico e il malinconico. Per questo album, Syd suonò la slide guitar in Remember a Day e diede un minimo contributo per Let There Be More Light. Ma il mercato continuava a esigere un altro singolo.

Prima di ritirarsi a vita privata, dopo l’addio ai Pink Floyd, incise due album da solista, “The Madcap Laughs” e “Barrett“, pubblicati nel 1970 e in cui suonarono Gilmour e Wright. La sua vicenda influenzò parte della successiva produzione del gruppo, in particolare album come “The Dark Side of the Moon“, “Wish You Were Here” e “The Wall“, per singoli come Shine On You Crazy Diamond, Wish You Were Here.

Dopo il suo ritiro dalle scene, Barrett condusse una vita appartata, dipingendo e dedicandosi al giardinaggio, disinteressandosi del tutto della popolarità e facendo perdere le proprie tracce, alimentando così, senza volerlo, ancora di più la sua leggenda.

Negli ultimi anni, l’ex leader dei Pink Floyd si faceva chiamare semplicemente Roger e continuò a vivere a Cambridge, ormai solo, in seguito alla morte della madre, isolato da tutto ciò che in qualche maniera poteva ricordargli il passato. I suoi vecchi compagni ormai non lo contattavano più.
Syd Barrett morì a Cambridge il 7 luglio 2006, all’età di 60 anni, per un tumore al pancreas, non per complicanze dovute al diabete come alcuni sostengono. La notizia fu resa pubblica il 10 luglio. Il giorno seguente, Roger Waters, durante il concerto tenutosi a Lucca, dedicò all’amico scomparso “Wish You Were Here“, facendo apparire immagini dei primi Pink Floyd su un maxischermo dietro al palco.

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