Leggenda senza tempo, 86 anni fa nasceva Elvis Presley

Leggenda senza tempo, con la sua musica e la sua voce ha influenzato e ispirato generazioni di artisti, mentre con le sue movenze ha letteralmente dato scandalo: i suoi movimenti oscillatori e rotatori del bacino gli hanno procurato l’appellativo di Elvis the Pelvis (“Elvis il bacino”).

Elvis Presley avrebbe compiuto oggi 86 anni, essendo nato a Tupelo l’8 gennaio 1935. Successo mondiale pure nona vendo mai suonato fuori dagli Usa, esclusi sei concerti in Canada, ha inciso il primo album nel 1956: fino all’anno della sua morte, 16 agosto del 1977, ha toccato generi diversi, dal rhythm and blues al country and western, gospel, spiritual, traditional, melodico e pop.

Le origini di Elvis Presley, sopravvissuto al gemello, Jessie Garon Presley, che morì appena nato, sono decisamente povere e disagiate, a causa delle critiche condizioni economiche nelle quali la sua famiglia versava. La modesta abitazione in cui vivevano, è diventata in seguito meta di pellegrinaggio per i suoi fan. Grazie alle frequentazioni dei genitori della Chiesa evangelica delle Assemblee di Dio americane, Elvis cominciò a entrare in contatto con il mondo della musica. Il primo strumento nel 1946 fu una chitarra, regalo dei genitori, con cui imparò, da autodidatta, i primi rudimenti musicali. I suoi 45 giri rimasero in classifica per 1277 settimane, gli Lp stazionarono ininterrottamente nella Top 10 dal novembre 1958 al luglio 1964. In ventiquattro anni di carriera ha pubblicato 61 album, vendendo oltre un miliardo di dischi in tutto il mondo e conquistando il record di dischi venduti da un solo cantante.
Infinita la lista di successi: da Heartbreak Hotel a Don’t Be Cruel/Hound dog a Love Me Tender, da All Shook Up, Jailhouse Rock e Hard Headed Woman a It’s Now or Never. E poi Are you lonesome tonight?, Surrender, Suspicious Minds.
Come si conviene ad un mito, l’esistenza di Elvis è nella leggenda fino all’ultimo dei suoi giorni, e pure oltre. Siamo ad agosto, 1977. Dopo l’ennesima esibizione, tornò a Memphis per riposare e dedicarsi ad un nuovo tour, che avrebbe dovuto iniziare attorno alla seconda metà di agosto. Il giorno 16, poco dopo mezzanotte, tornò a Graceland e, nonostante avesse già assunto un’abbondante dose di barbiturici, rimase sveglio sino alle prime ore del mattino. Alle ore 4.30 si mise al piano, per suonare due canzoni gospel e il brano country Blue Eyes Crying in the Rain, l’ultimo pezzo che abbia mai cantato.
Alle 9.30 prese il libro intitolato A scientific search for the face of Jesus, scritto da Frank O. Adams, e si diresse verso la stanza da bagno. Dopo 4 ore, alle 13.30, venne rinvenuto agonizzante nella stessa stanza dalla compagna Ginger Alden, che diede immediatamente l’allarme. In un’ambulanza fu trasportato al Baptist Memorial Hospital, giunse alle ore 14.56, ma tutti i tentativi posti in atto allo scopo di rianimarlo furono inutili.
Alle 15 dello stesso giorno ne fu dichiarata ufficialmente la morte, a causa di un attacco cardiaco, all’età di 42 anni.
Grandissima la commozione in tutto il mondo, alla notizia della morte del re del rock. Davanti al cancello di Graceland, la sua storica abitazione, divenuta poi meta di pellegrinaggio, ancora oggi, appena un’ora dopo la notizia, si raccolsero già tremila disperati fan. Nel pomeriggio il numero raggiunse e superò la cifra di ventimila, in tarda serata si superarono le ottantamila presenze.
Particolare curioso, ai fiorai di Memphis arrivarono migliaia di ordini per altrettanti cuscinetti floreali, tutti con forme decisamente particolari e legate alla musica di Elvis. Ad esempio a forma di chitarre. Ma pure a forma di cagnolini, in riferimento al brano Hound Dog (Cane da caccia), di orsacchiotti, in riferimento al brano (Let me be Your) Teddy Bear (L’orso Teddy), di cuori spezzati, in riferimento al brano Heartbreak Hotel (Hotel dei cuori infranti). Durante i funerali ci furono anche diversi incidenti, causati anche dalla enorme e caotica ressa che si era creata in quei frangenti, ma pure dal fanatismo e isterismo collettivo che aveva sempre caratterizzato il rapporto che i suoi ammiratori più devoti avevano intrattenuto con il loro idolo.
Il suo decesso avvenne in circostanze mai completamente chiarite e diede vita a leggende che lo volevano invece vivo e trasferito su una improbabile isola sperduta.

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