Franz Di Cioccio fa 75: De André fondamentale. E con i Led Zeppelin…

75 anni all’anagrafe, forse la metà quelli che si sente addosso. Per l’entusiasmo, la voglia di continuare a suonare e di mettersi continuamente in gioco, perché “il miglior disco è sempre quello che devo fare”. Franz Di Cioccio da Pratola Peligna, in provincia di L’Aquila, una vita passata a Milano dove incontra Franco Mussida con cui da vita ai ‘Quelli’, che diventeranno la Premiata Forneria Marconi, compie oggi 75 anni, essendo nato il 21 gennaio del 1946.

Intervistato dall’agenzia di stampa Dire (qui l’intervista completa: Franz Di Cioccio, l’anima della Pfm: “75 anni e non mi fermo” – DIRE.it), racconta il suo passato con la band e rievoca soprattutto due momenti importanti, uno che sicuramente ha avuto un peso fondamentale nella storia della musica italiana, non solo di quella della Pfm: l’incontro con Fabrizio De André, nel 1978.

 “Fu un incontro fondamentale- ricorda con un pizzico di emozione Franz Di Cioccio- Avevo in mente questa cosa da tanto, non soppprtavo il dualismo che c’era in Italia tra cantautori e gruppi. In Italia era il momento dei cantautori. Era un esperimento che da noi mai nessuno aveva pensato di fare. In America lo aveva fatto Bob Dylan con The Band, mi sono detto che perché da noi non si può fare?”. L’incontro, in Sardegna: “Fabrizio ci venne a vedere suonare in Sardegna. Così gli ho detto, all’improvviso, perché non facciamo un tour insieme? Io ci ho creduto per primo, poi anche lui“. È così “abbiamo messo su questa cosa. È stato tutto bello, lievitato con il tempo, l’Italia non era abituata ad una cosa del genere, ci davano dei pazzi, avevamo tutti contro, soprattutto i giornalisti. Invece con il tempo è diventata una cosa che ha cambiato una fase della musica in Italia, ha aperto la via della collaborazione. Lui ci ha lasciato mano libera, si è fidato, molto strano per uno come De André- sorride- Ogni brano è stato curato perche dovesse essere un affresco musicale poetico”.

Mentre una leggenda, lo vuole vicino ai Led Zeppelin nel periodo successivo alla morte di John ‘Bonzo’ Bonham, quindi dopo il 1980: “I Led Zeppelin stavano pensando di fare delle cose- ha detto all’agenzia Dire- Quando sono stato in America, un giornalista che mi aveva visto suonare, aveva scritto che suonavo la cassa in un modo fantastico, tanto quanto Bonham. Tornato in Italia, a casa ricevo una chiamata del giornalista Armando Gallo che mi fa ‘Franz, ti vogliono contattare i Led Zeppelin, perché cercano un batterista. Gli dico ‘stai scherzando?’. Volevano vedere il mio modo di suonare, stavano facendo un casting. Alla fine non se ne è fatto niente, hanno scelto Jason, il figlio di John, ma mi ha fatto piacere, mi inorgoglisce“.

Per quanto riguarda la scelta del nome, Premiata Forneria Marconi, Franz rivela: “Un nome esagerato. Volevamo per scelta un nome particolare, più difficile. Perché le cose più sono difficili da ricordare e più ti restano in mente. Questa scelta ha aperto il vaso di pandora, sono usciti altri gruppi con nomi con 3 parole. Ormai erano finiti i nomi di animali… Volevamo rappresentare il lavoro artigiano. Con il nostro nome esagerato, quando andavamo in Inghilterra risultava difficile da dire, agli inglesi si ‘intorcinava’ la lingua”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *