Addio Erriquez, da Cisco a Silvestri: il saluto del folk italiano

Una scomparsa che ha commosso tanti altri artisti. Alla notizia della morte di Erriquez, che da tempo lottava contro una brutta malattia, molti hanno scelto i social per dedicargli un ricordo sentito.

“È arrivata una terribile notizia che ci spezza il cuore- ha scritto Cisco- Ci ha lasciato Erriquez, Enrico Greppi, cantante della Bandabardò. Non perdiamo solo un grande artista con cui abbiamo condiviso tantissime esperienze ma un amico vero. Ci uniamo al dolore della Banda, di Silvia e di tutti quelli che gli vogliono bene“.

Commosso anche Daniele Silvestri: “Nonostante quel brutto mostro ti avesse preso ormai da lungo tempo, oggi l’incredulità e il senso di ingiustizia sono soffocanti. I ricordi si accavallano e in lontananza sento solo la tua voce inconfondibile. Ancora più qui, nello studio in cui mi trovo proprio adesso e che era anche tuo. Che anno di merda amico mio. Ci manchi. Sarai per sempre con me a cantare Cohiba. Hasta la victoria

Semplice quanto efficace il saluto dei Modena City Ramblers: “Ciao Enrico”.

Emozione anche nei Litfiba. “Ci si conosceva da tanto tempo ed avevamo suonato spesso insieme….- ha scritto Ghigo Renzulli- un fulmine a ciel sereno. Ci ha lasciati Erriquez, frontman e voce dei Bandabardò“. Invece Piero Pelù ha scritto: “Una partenza per San Valentino solo tu potevi farla, ubriaco d’amore sotto le persiane, il vento in faccia, il ghiaccio nel secchio, i corvi, i gabbiani, i parrocchetti, i ricordi che rincorrono le nuvole basse e cariche, da nord est a sud per chissà dove, forse il mare.Volava tutto stanotte e c’eravate pure tu e Silvia abbracciati per aria come in un quadro di Chagall, la barba di Giove e la voce sensuale a cantare l’amore sui tetti di Firenze. Lacio drom Erriquez. A si ribiri Silvia. Que viva la Bandabardó!“.

Lungo e sentito il messaggio di cordoglio di Pau dei Negrita: “Apparteniamo alla stessa generazione musicale toscana e abbiamo condiviso molti passi dello stesso viaggio. Mi ricordo gli anni della new wave fiorentina, di quando suonavi nei Vidia ed io negli Inudibili. Agli inizi dei ‘90 ci siamo conosciuti “litigandoci” il batterista (Zama) e questa cosa ci ha fatto guardare in cagnesco per un po’… Dopo che nacquero la Bandabardó e i Negrita ci siamo conosciuti meglio, ci siamo stimati, abbiamo riso, bevuto e mangiato di gusto assieme. Abbiamo sostenuto le stesse cause benefiche e sociali più volte. Abbiamo cantato nello stesso microfono, sputacchiandoci a vicenda per la foga, abbiamo giocato a calcio per aiutare gli altri, perché stavamo bene così… Ti ricordi quando io, te e il Brogi ce ne siamo andati in carcere per tirare due calci coi detenuti? Eravamo lì per salutare e dar sostegno a Sofri. Quel giorno ti sei offerto di regalarmi un disco raro di Manu Chao che io non riuscivo a trovare e tu ne avevi 3 copie… me lo hai fatto ascoltare nella mia volvo scassata in un freddo e buio pomeriggio d’inverno. Ricordo con enorme piacere la tua presentazione di un dj set mio e di Mac dopo un vs concerto in Salento. Mi emozionó. Sei stato un giusto, un buono, un altruista, un artista.Con quel tuo viso dantesco e lennoniano allo stesso tempo… I tuoi cappelli, il tuo fare bohémien, il tuo sguardo triste ma insieme solare, luccicante e intelligente. Sapevo della tua malattia da giugno scorso ma non potevo parlarne con nessuno. Avevo dato la mia parola ad un amico comune. Ho voluto rispettare la tua privacy ma ti ho pensato spessissimo e la cosa mi faceva star male. Poche settimane fa ho incontrato Finaz in un’altra occasione tristissima. Volevo chiedere ma non ho osato.Con te se ne va anche un pezzo di me, della mia storia, della mia gioventù. Mi mancherai più di quanto quelli che ci conoscono possano pensare… Nonostante non sia mai riuscito a chiamarti Erriquez. Per me eri, sei e sarai sempre Il Greppi. E da oggi gli angeli di questa terra sbilenca avranno una nota in meno da suonare perché te la sei portata via tu per sempre. Giustamente”.

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