Doppio di successo, nel 1975 i Led Zeppelin pubblicavano Physical Graffiti

Otto nuove canzoni, il tempo di esecuzione buono per facciate di lp. Da qui la scelta di espandere l’album, includendo tracce inedite di vecchi album in modo da incidere un doppio disco. Ed è così che è nato il sesto album dei Led Zeppelin, Physical Graffiti, un doppio album che mette insieme diversi stili tra cui folk, rock, prog e hard rock, pubblicato il 24 febbraio del 1975. Successo commerciale e critico dopo la sua pubblicazione, debuttò al numero uno nelle classifiche degli album nel Regno Unito e al numero tre negli Stati Uniti. È stato promosso da un tour statunitense di successo e da una residenza di cinque notti a Earl’s Court,Londra, e da allora è stato visto come uno degli album più forti del gruppo e il picco artistico della loro carriera. L’album è stato ristampato su CD diverse volte, inclusa un’ampia edizione del 40esimo anniversario nel 2015. Physical Graffiti è stato successivamente certificato 16x platino negli Stati Uniti dalla Recording Industry Association of America (RIAA) nel 2006, a significare spedizioni di oltre otto milioni di copie.

Per pubblicizzare la nuova etichetta fondata dal gruppo (la Swan Song Records), il manager Peter Grant propose di pubblicare un album doppio che raccogliesse anche il materiale non inserito precedentemente in album ufficiali. “Physical Graffiti” era pronto nell’estate del 1974, ma le inevitabili discussioni su titolo, copertina e distribuzione fecero slittare la pubblicazione ai primi mesi dell’anno successivo. Come tutte le copertine dei Led Zeppelin anche quella di “Physical Graffiti” rientra nelle grandi idee trasformate in immagini, ed è tra le più importanti nella storia del rock. Immortalando un palazzo urbano ai numeri 96-98 di St. Mark’s Street (East Village, New York) (fronte e retro) il gruppo creò un suo personalissimo condominio che offriva la possibilità, con un gioco di incastri dovuto alla fustellatura, di penetrare all’interno degli appartamenti e vedere le più svariate immagini: si va dai personaggi celebri, ai quadri famosi, a istantanee del gruppo ritratto in momenti di svago, alle lettere che individuano il titolo dell’album.

La critica più radicale stroncò il lavoro, considerato troppo lungo e lontano dallo stile classico della band; altri più moderati lo apprezzarono, ma considerarono i cambiamenti come il segno di qualcosa di inevitabile che avrebbe portato alla fine del gruppo. A distanza di anni, ripercorrendo tutta la loro storia, “Physical Graffiti” può essere considerato uno dei migliori dischi dei Led Zeppelin in cui emerge una perfetta sintonia fra tutti i membri del gruppo, sorretta da una varietà musicale che non tradisce le aspettative e si lascia apprezzare per tutta la sua durata.

TRACCE

Lato A

  1. Custard Pie – 4:13
  2. The Rover – 5:36
  3. In My Time of Dying – 11:04 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones, John Bonham)

Lato B

  1. Houses of the Holy – 4:01
  2. Trampled Under Foot – 5:35 (brano tradizionale – arrangiamento: Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones)
  3. Kashmir – 8:31 (Jimmy Page, Robert Plant, John Bonham)

Lato C

  1. In the Light – 8:44 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones)
  2. Bron-Yr-Aur – 2:06 (musica: Jimmy Page)
  3. Down by the Seaside – 5:14
  4. Ten Years Gone – 6:31

Lato D

  1. Night Flight – 3:36 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones)
  2. The Wanton Song – 4:06
  3. Boogie with Stu – 3:51 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones, John Bonham, Mrs. Valens, Ian Stewart)
  4. Black Country Woman – 4:24
  5. Sick Again – 4:43

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