Mephisto Ballad Il”TARDODISCODARK” Di Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo

‘Mephisto ballad’ il disco di Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo è disponibile dal 26 febbraio 2021 per contempo records/goodfellas, pubblicato in digitale da Ala bianca. Un cerchio che si chiude. Un frammento che riemerge dalla Storia. Un viaggio alla ricerca del mito fondativo, nato in una Firenze dei primissimi anni ’80. Un faustiano ‘tardodiscodark’ di otto tracce, a cui partecipano anche Flavio Ferri ai synth e alle chitarre e Giancarlo Cauteruccio nelle vesti di corifeo. “Mephisto Ballad, un racconto, che da un granello si è trasformato in un arco acuto che svetta. Il tempo non ferma l’alchimia e la gioia di farsi catturare ancora una volta dalla musica. Il migliore omaggio a tutti questi anni passati insieme” con queste parole Antonio Aiazzi descrive il suo ultimo lavoro.

E. F. S. 44 Ethnological Forgery Series il magnetico brano dei Litfiba è il punto da cui Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo sono partiti per il loro nuovo lavoro, sviluppandolo nella forma di una suite di oltre 16 minuti, per celebrare il lato più sperimentale della band. Senza nostalgia ma con un sensibilità più matura, costruendo un lavoro che ruota attorno al pianoforte di Aiazzi e al basso di Marok. E così, quel brano che allora era “una processione funebre allucinata e lisergica su un tappeto di suoni analogici e nastri rovesciati. Oggi è diventata una ‘infernal ballad’: una sonata in continuo equilibrio tra passato e presente, tra le oscurità e le penombre di allora e il nero abissale odierno”, come afferma Gianni Maroccolo.

‘Mephisto Ballad’ nasce inizialmente dalla richiesta di Bruno Casini di sonorizzare un evento dedicato agli anni ’80 al Museo Marini di Firenze, poi annullato causa covid-19. Di quell’approccio, Aiazzi e Marok hanno mantenuto la prospettiva cinematica e teatrale, donando all’album un dimensione da colonna

sonora di uno spettacolo. Si comprende quindi, la scelta di coinvolgere nel disco Giancarlo Cauteruccio, regista e figura di spicco della scena teatrale sperimentale. Cauteruccio ha scritto e recitato versi tenebrosi ed esoterici, liberamente ispirati al Faust di Goethe: un vero e proprio coro demoniaco, contrappunto drammaturgico della materia sonora. Del capolavoro goethiano, il disco evoca lungo le altre sette tracce il tema del doppio e della lotta fra il bene e il male, ben evidenti soprattutto in ‘Streben’, ‘Die Laster’ e ‘Doppelgänger’. Il disco si muove fra bassi saturi, synth analogici, distorsioni, improvvisi cambi di movimento, loop ritmici, mellotron e mandolini (Das Ende), organini malefici, poliritmie, frammenti di canti della Chiesa Ortodossa Bulgara, atmosfere allucinogene (Die Ballade von Mephisto), citazioni de Il settimo sigillo di Bergman e omaggi agli amati Tuxedomoon (Det sjunde inseglet).

Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo rivivono con lo sguardo di oggi l’universo espressivo

che delineava l’orizzonte di allora, quando iniziava quell’esperienza che gli avrebbe cambiato la vita. Mephisto Ballad riesce incredibilmente a tenere sullo stesso piano passato e presente, senza occultare tutto ciò che c’è nel mezzo, quel processo di continua trasformazione che è lo scorrere della vita.

Ecco la tracklist completa:

1- EFS Quarantaquattro
(Aiazzi/Maroccolo/Pelù/Renzulli)

2- Streben
(Aiazzi/Maroccolo)

3- Det sjunde inseglet
(Aiazzi/Maroccolo)

4- Das Ende
(Aiazzi/Maroccolo)

5- Die Ballade von Mephisto
(Aiazzi/Maroccolo/Ferri)

6- Die Laster
(Aiazzi/Maroccolo)

7- Mephisto Ballad
(Aiazzi/Maroccolo)

8- Doppelgänger(Aiazzi/Maroccolo)

Di Serena Danese

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