Le ‘Vitamine’ di Dieci, una prima spumeggiante – RECENSIONE

 “VITAMINE” è il nome dell’ultimo album di questo cantante spumeggiante e allegro, DIECI. Il 19 febbraio 2021 la 42 Records ha promosso l’album con una grande fiducia verso l’artista. Infatti si tratta di un vero e proprio esordio! A favore di Roberto Grosso Sategna, in arte DIECI, possiamo dire che è un artista completo. Polistrumentista piemontese, DIECI vive a Bologna ormai da svariati anni ed è già membro dei Drink To Me insieme a Marco Jacopo Bianchi.  Il disco, mixato e masterizzato da Andrea Suriani (I Cani, Cosmo, Salmo…) non solo è possibile trovarlo in tutti gli store digitali oltre che in vinile e cd ma in più grazie al sostegno di MiBACT e SIAE è inserito anche nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Una soddisfazione non da poco! L’album promette bene, nessun genere è privilegiato rispetto agli altri, durante l’ascolto delle canzoni è possibile identificare un pò di elettronica, cantautorato, french touch e reggaeton. Musica allegra, scanzonata, di compagnia.  E’ evidente che DIECI abbia un grande desiderio di esplorare generi diversi e lasciarsi contaminare dalle influenze artistiche più disparate. Mondi apparentemente lontani si incontrano trovando un equilibrio nuovo, curioso, inaspettato

Sembra un gioco di parole ma l’artista Dieci, ha realizzato un album che nemmeno a farlo apposta ha 10 canzoni in grado di emozionare, spronarci al ballo ma anche a ricercare quella parte introspettiva di ciascuno di noi. Le sue dichiarazioni in merito alla sua passione per la musica e all’album sono state chiare, incisive e significative. Il cantante si è regalato il suo album, simbolo di autorealizzazione personale che come possiamo leggere nelle ultime frasi era ciò a cui teneva di più.

“Penso facessi la quinta elementare quando ho iniziato a suonare. Prima la batteria, per anni, una vera ossessione. Poi qualcuno ha lasciato una chitarra a casa dei miei e ho scoperto che mi piaceva la sensazione delle corde sotto i polpastrelli, e anche che mi venivano naturali con le posizioni delle dita gli accordi brasiliani. Una mia ex ragazza svedese un giorno mi ha piantato con il suo ukulele e non gliel’ho più ridato indietro. Ho comprato una batteria elettronica e ho iniziato a scrivere le canzoni. Tutto questo era tanti anni fa. Ora, per farla breve, ho fatto un disco. Si intitola VITAMINE perché le vitamine sono molto piccole, e ne servono molto poche ma sono indispensabili, e queste dieci canzoni per me sono così. Questo disco è il regalo che mi faccio dopo tanti anni passati a fare tante cose ma mai quella alla quale tenevo di più, cioè pubblicare”. “Coperta” il primo brano dell’album “Vitamine” ha un ritmo un po’raggae che a tratti ricorda per il modo di cantare e per la sua dolcezza, Jovanotti . Un brano molto scorrevole. “Africa” ha un ritmo coinvolgente, stupisce il suo intro. Un mix di simpatia, versi di animali e una voce che sussurra appena, la rendono unica nel suo genere. Sarebbe ideale come sigla per una serie televisiva di un cartone animato, infatti ti vien voglia di ballare e di cantare allo stesso tempo mentre la si ascolta. E’ possibile distinguere gli strumenti musicali utilizzati e tranquillamente immaginarsi in Africa durante un giro di esplorazione in compagnia di tigri e animali tipici.

“In to the wild” ha un intro divertente, il ritornello è orecchiabile, un ritmo giusto. Sembra la classica canzone spensierata da tormentone estivo, da ascoltare in vacanza con i bambini e la famiglia in spiaggia  sotto l’ombrellone. Fresca, estiva, giocosa. “Mirò” ricorda un po’ il genere di Luca Carboni, voce sabbiata, testo scorrevole, effetti sonori un po’ techno. Anche in questo caso la canzone evoca atmosfere estive.  “Isola” riprende lo stesso genere di “Mirò” con influenze alla “Thegiornalisti”.  Lo stesso vale per “Scogli”. “Piccola farfalla nostalgia” è molto dance, un pezzo da disco dance che parte in sordina silenziosa e poi si apre coinvolgendo chi ascolta. L’inflessione vocale ricorda un po’ lo stile di Raf.“Gelosia” ha un intro latineggiante, la canzone ricorda un po’ lo stile raggaetton.

“Le leggi natura” ha delle influenze un pò brasiliane, un’originale bossa nova, una sorta di ballata. “Le sottrazioni” sonorità molto dolci, bel ritmo probabilmente è tra le più intimiste di tutte. Ispira un’atmosfera malinconica, condita da calma e relax. Complessivamente un album ben assortito, dalla vitalità alla contemplazione non manca nulla, indicato per atmosfere tanto soft quanto allegre e spensierate.

Di Faby

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