Dai Pink Floyd alla svolta solista: 75 anni fa nasceva David Gilmour

Quasi sessant’anni di carriera, una serie di album considerati pietre miliari della storia del rock, la capacità di rendere eterne canzoni grazie ad assoli di chitarra straordinari. E’ il 1968 quando David Gilmour entra in punta di piedi nei Pink Floyd. L’approccio con Roger Waters, un carattere tutt’altro che semplice, avrebbe fatto fuggire chiunque. Entrato con l’arduo compito di rimediare agli errori di un sempre più perso Syd Barrett, a causa dei problemi psichici e di droga, soprattutto nei live, lo affiancò per un breve periodo di tempo, ‘trasformando’ i Pink Floyd in un quintetto, con lui e Barrett alle chitarre, Waters al basso, Rick Wright alle tastiere e Nick Mason alla batteria. Oggi David Jon Gilmour, nato a Cambridge il 6 marzo del 1946, compie 75 anni.

LONDON – JULY 02: (L to R) David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason and Rick Wright from the band Pink Floyd on stage at “Live 8 London” in Hyde Park on July 2, 2005 in London, England. The free concert is one of ten simultaneous international gigs including Philadelphia, Berlin, Rome, Paris, Barrie, Tokyo, Cornwall, Moscow and Johannesburg. The concerts precede the G8 summit (July 6-8) to raising awareness for MAKEpovertyHISTORY. (Photo by MJ Kim/Getty Images)

E’ il 6 aprile del 1968 quando è parso chiaro a tutti che la situazione con Syd era divenuta insostenibile. Quella sera il gruppo sarebbe dovuto passare a prenderlo per andare a suonare a Southampton, ma non lo fecero, probabilmente su decisione di Roger Waters. “Per sei mesi non presi neanche un’iniziativa. Cominciavo a sentirmi un po’ depresso. Non avevo mai scritto niente prima. Andavo in studio e incominciavo a blaterare di parti e brani da appiccicare insieme. Un giorno chiamai Roger e gli chiesi di scrivermi delle parole. ‘No’ fu tutto quello che mi rispose”. Anche se non fu amore a prima vista, Gilmour continuò la sua storia, piena di iniziali difficoltà, con i Pink Floyd. Fece il suo ingresso nel periodo della registrazione di A Saucerful Of Secret, il primo album in cui ha suonato, pur riuscendo a dare un contributo ridotto. Ma era solo questione di tempo. Perché di lì a poco cominciò a offrire un contributo importante, a proporre e a prendere iniziative. Restavano, però, i problemi con l’altra figura forte del gruppo, Roger Waters. I tempi erano quelli di Ummagumma, siamo nel 1969. Fino al 1985, l’anno della rottura definitiva tra il gruppo e Waters, i Pink Floyd pubblicheranno altri album storici, come The Dark Side Of the Moon, Wish You Were Here, The Wall, Meddle. In ognuno il contributo di Gilmour è stato determinante: il suo tocco, la sua melodia, i suoi assoli di chitarra, come in Another brick in the wall, Comfortably Numb, Shine On You Crazy Diamond, Run Like Hell, hanno permesso a queste canzoni di diventare eterne.
Dopo il 1985, con l’addio di Waters, Gilmour ha continuato a portare avanti il nome dei Pink Floyd, con un repentino cambio di rotta anche dal punto di vista della produzione: la sua scrittura dei pezzi si discosta di molto dalle produzioni psichedeliche di Barrett e introspettive di Waters. Ma arrivano tre album di inediti e due live di successo, questi ultimi la registrazione di tour mastodontici. Il tutto, con l’intermezzo del tour da solista, con 4 album totali, due tra il 2006 e il 2015.

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