Led Zeppelin e ‘Presence’: 45 anni fa usciva il settimo album della band

45 anni fa usciva “Presence”, settimo album in studio dei Led Zeppelin. Era il 31 marzo 1976“Presence” vinse il Disco d’Oro l’1 aprile del 1976, raggiungendo il primo posto nelle vendite negli Stati Uniti per due settimane ed in Inghilterra, il secondo in Giappone, il quarto in Australia e Norvegia, il quinto in Olanda e Francia e l’ottavo in Svezia e Nuova Zelanda. Il disco però non venne ben accolto dalla critica, che lo interpretò come una caduta in basso dopo il superlativo “Physical Graffiti“; ma il disco, in verità, è unico nella storia del gruppo: registrato in un periodo molto turbolento, (l’incidente di Plant, le pressioni della casa discografica, Jimmy Page caduto nell’eroina), e dotato di una compattezza mai raggiunta prima, “Presence” è un album scabroso e tagliente, agli antipodi rispetto al solare “Houses of the Holy“, estremamente intimo, (forse per questo non venne ben capito), e ingiustamente sottovalutato. In esso si trovano alcuni dei migliori assoli di Jimmy Page, che spinge la sua chitarra oltre ogni limite. Il disco si apre con l’ultimo vero capolavoro dei Led Zeppelin: “Achilles Last Stand“.

La chitarra di Jimmy Page e la batteria di John “Bonzo” Bonham sono superlative in questo brano e nell’altro capolavoro dell’album, “Nobody’s Fault but Mine“. L’ultima canzone del disco è “Tea for One“, un rock-blues molto simile a quello di “Since I’ve Been Loving You” (da “Led Zeppelin III“). La copertina dell’album è caratterizzata dalla presenza di alcune persone che osservano un particolare oggetto scuro, una sorta di piccolo monolito nero (chiamato “The Object”). Secondo alcuni, è uno strumento esoterico, (usato anche in psicanalisi), con cui si fa un’operazione tipicamente magica denominata “transfert negativo”; Jimmy Page ha dichiarato che The Object è un riferimento scherzoso al celebre monolito di 2001: Odissea nello spazio del regista Stanley Kubrick. Sostanzialmente, la presenza di questo oggetto vorrebbe rappresentare “il vigore e la presenza” del gruppo inglese. Come promozione pubblicitaria, la Swan Song Records produsse mille copie in plastica del monolito, che andarono letteralmente a ruba.

TRACCE

Lato A
1 Achilles Last Stand – 10:25
2 For Your Life – 6:24
3 Royal Orleans – 2:58
Lato B
1 Nobody’s Fault but Mine – 6:16
2 Candy Store Rock – 4:12
3 Hots On for Nowhere – 4:44
4 Tea for One – 9:27

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