Seventh Son of a Seventh Son: 33 anni fa usciva l’album degli Iron Maiden

33 anni fa usciva il settimo album in studio degli Iron Maiden, “Seventh Son of a Seventh Son”. Era l’11 aprile 1988. L’album ha debuttato direttamente al primo posto nella classifica inglese mentre è arrivato fino alla dodicesima posizione negli USA, ultimo album degli Iron Maiden a diventare disco di platino in quella nazione.

I quattro singoli estratti dall’album hanno raggiunto un elevato numero di vendite piazzandosi tutti fra la terza e la sesta posizione nella classifica inglese. “Seventh Son of a Seventh Son” è un concept-album sui poteri mistici. Esso è caratterizzato da sonorità che a tratti ricordano il rock progressivo, in molti brani vengono impiegati accompagnamenti di tastiere e in generale nell’album dominano le chitarre synth già introdotte nel precedente album “Somewhere in Time“.

Questi elementi furono visti da una parte dei fan del gruppo come un allontanamento dallo spirito dell’heavy metal; tuttavia, l’album ebbe un grande successo internazionale e i singoli “Can I Play with Madness” e “The Evil That Men Do” ricevettero molto spazio nelle emittenti radiofoniche e televisive. Come tutti gli album degli Iron Maiden, “Seventh Son of a Seventh Son” è stato pubblicato nel 1995 nel formato double-CD con tutte le b-side dei singoli e nuovamente pubblicato nel 1998 in versione rimasterizzata.
L’album tratta tematiche come la moralità, (il bene e il male), misticismo, visioni profetiche, reincarnazioni e aldilà e segue un filo conduttore comune: la nascita, la vita e la morte di un profeta. 

TRACCE:

1 Moonchild – 5:43
2 Infinite Dreams – 6:11
3 Can I Play with Madness – 3:35
4 The Evil That Men Do – 4:37
5 Seventh Son of a Seventh Son – 9:55
6 The Prophecy – 5:07
7 The Clairvoyant – 4:29
8 Only The Good Die Young – 4:41

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