Ispirato al brit pop, è il lavoro ‘Personal’ di Dr. Gimmy

Gianmarco Pirro cantautore e polistrumentista esce in questi giorni con “Personal”. Il suo nome d’arte è Dr. Gimmy e nella sua carriera di artista vanta di essere stato il chitarrista e membro fondatore della storica combat rock band milanese Linea. Il suo album è composto da tredici brani.

Si tratta di un omaggio-tributo rivolto al Brit Pop. Partendo dai Beatles, passando per gli Who e gli XTC fino ad arrivare ai Blur, Dr. Gimmy accompagna l’ascoltatore in un viaggio sonoro rigorosamente scritto e cantato in italiano. “Personal” è stato scritto e composto da Gianmarco “Gimmy” Pirro. Registrato al Casa mia studio tra febbraio e marzo 2020 da Gianmarco “Gimmy” Pirro.

Come nasce questo lavoro ? Dr. Gimmy: “Questo disco è nato tanti anni fa nella mia testa. E’ un’idea che ho sempre voluto realizzare quella di fare un disco tutto mio, registrato in casa e suonando tutto da solo. Il disco parla di me, della mia storia, della mia vita e di tutto quello che mi ha fatto crescere, musica in primis, anche per questo l’ho intitolato “Personal”. Il rischio era alto. Rischi di fare un buco, che non venga bene, che non ce la fai a fare tutto nel migliore dei modi. Però cosa te ne frega, se non rischi qualche volta nella vita, non riuscirai ad ottenere niente. Ho dedicato tanti anni alla musica, davvero molto tempo, e continuo a dedicarne. Per me ormai è più di una passione, e in questo disco credo si senta. Ho preferito non andare in studio a ri-registrare tutto, in casa si è formata quella magia che non volevo perdere, a costo di fare un lavoro forse meno professionale, ma lo volevo così! Nel mio piccolo cerco di portare il più possibile all’attenzione del pubblico questo genere, molto amato in Italia, ma mai veramente sviluppato. Ringrazio fin da ora tutti quelli che ascolteranno il disco, per me è stato molto importante riuscire a realizzarlo e ne sono orgoglioso. Per cui spero che anche a voi piacerà… anche solo una canzone”.

Le canzoni sono tutte molto melodiche, rimandano effettivamente ad una dimensione che richiama “mondi non troppo lontani”. Un susseguirsi di cantanti che hanno fatto la tv degli anni 60 hanno sicuramente ispirato Gimmy Pirro. Ascoltando i brani è facile immaginare programmi televisivi proposti dalla Rai dai fotogrammi in bianco e nero, accanto ad atmosfere romantiche e cariche di speranze. I testi delle canzoni non passano in secondo piano, si fondono piacevolmente con gli strumenti come nel caso di Chernobyl 86.

In alcune canzoni sembra rivedere i cantanti di un tempo, “capelloni” come Lucio Battisti o di rivivere i momenti più intensi di un Freddie Mercury, quando Gimmy Pirro passa da una voce quasi “sabbiata” agli acuti che rendono il brano incisivo e carico di perché.

L’uso della chitarra arricchisce canzoni come “Dustin”dove l’italiano si fonde con l’inglese, in altri pezzi come “Sognare per vivere, vivere per sognare” la voce quasi sussurrata è fondamentale per modellare la melodia. “no, non rinuncerò, no non mi fermerò, io camminerò se potrò volerò” Frasi come queste trasmettono messaggi di speranza esattamente come i testi di Bardotti e Giacomelli in “L’amico è”. Testo, musica e voce risultano performanti, una “coccola” per chi ascolta ed è ancora legato a quell’epoca in cui ci si batteva per i valori, i “favolosi anni 60”. “Il manichino stupido” è una canzone davvero suggestiva, il giusto mix tra il parlato e le sonorità soft degli strumenti. Un ritmo allegro, quasi impertinente, una canzone che si chiude “facendo il verso” ad alcuni politici che potenzialmente rappresenterebbero secondo Gimmy, “dei manichini stupidi”.

Il bello di questo album è che ogni intro ha un attacco diverso, sorprende la versatilità con cui si muove da una sonorità ad un’altra pur restando legato agli anni 60. Spiritoso, leggero, ma allo stesso tempo un album che fornisce spunti di riflessione, un ottimo acquisto per chi decide di portare sempre con sé la musica di Gimmy, acquisto consigliatissimo! Si riconoscono le influenze di artisti come Bennato, Finardi, Beatles, C.S.N.& Y, Eagles, Led Zeppelin…Senza nulla togliere alla sua bravura interpretativa evidente tanto quanto come musicista che come cantante.

Di Faby

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