50 anni da leggenda per L.A. Woman, l’album d’addio a Jim Morrison

Sesto album dei Doors, L.A. Woman usciva esattamente 50 anni fa, il 19 aprile del 1971. L’album, che riprende il titolo da una delle 10 tracce, è anche l’ultimo registrato dalla band, prima della morte di Jim Morrison. A forti tinte blues, fu realizzato dopo l’allontanamento dello storico produttore, Paul A. Rothchild, sostituito da Bruce Botnick. La maggior parte dei pezzi fu registrata in presa diretta, escluse alcune parti di tastiera sovraincise.

Il disco fu ultimato in poche settimane. I singoli estratti da questo album furono Love Her Madly (Lato B: (You Need Meat) Don’t Go No Further) e Riders on the Storm (Lato B: The Changeling), che si piazzarono rispettivamente alla posizione 11 e 14 nelle classifiche del tempo, mentre l’album raggiunse la posizione numero 9.I pezzi più rappresentativi dell’album col tempo sono diventati la lunga title-track, L.A. Woman, che celebra il glamour di Los Angeles, Love Her Madly e Riders on the Storm, e The Changeling e L’America. Con L.A. Woman i Doors conquistarono l’ottavo disco d’oro consecutivo che successivamente diventò di platino, ed entrarono nella storia come prima rock’n roll band statunitense capace di produrre 8 dischi d’oro e di platino consecutivi. Morrison registrò la maggior parte delle sue parti vocali nella stanza da bagno dello studio per ottenere un suono “più pieno”. Alla registrazione del disco presero parte anche due musicisti esterni: il bassista di Elvis Presley Jerry Scheff, e Marc Benno, ex chitarrista ritmico di Leon Russell. I Doors andarono in tournée prima di aver completato l’album, un giro breve di sole due date. Il primo concerto si tenne a Dallas, Texas, l’11 dicembre. Il secondo ebbe luogo al “Warehouse” di New Orleans, in Louisiana, il 12 dicembre 1970, durante il quale Morrison collassò sul palco. Quando il disco fu finalmente pubblicato, nell’aprile 1971, ricevendo un plauso quasi unanime della critica, Morrison si era ormai già trasferito a Parigi, dove sarebbe morto tre mesi dopo, il 3 luglio 1971. Tra i pezzi spicca una cover di Crawling King Snake del bluesman John Lee Hooker, ultima delle reinterpretazioni da parte della band di classici blues dopo Back Door Man di Willie Dixon, Who Do You Love? di Bo Diddley, Little Red Rooster di Howlin’ Wolf, e altre cover eseguite nei concerti. Ma sono presenti anche composizioni che esulano dal blues, come L’America, i ritmi pop di Love Her Madly di Robby Krieger, e i brani sperimentali The Wasp (Texas Radio & The Big Beat) e Riders on the Storm. In Hyacinth House, Ray Manzarek suona all’organo una citazione della famosa Polacca in La bemolle maggiore op. 53 del compositore polacco Fryderyk Chopin.

La copertina dell’album ritrae i membri della band, da sinistra a destra: Manzarek, Densmore, Krieger e Morrison, con quest’ultimo che volle apparire più piccolo e basso rispetto agli altri e con il suo look barbuto da poeta bohémien più maturo, ormai lontano da quello del sex symbol di pochi anni prima. Oltre a giocare sul cambiamento fisico e psicologico, l’immagine del nuovo Morrison racchiudeva alla perfezione l’autodistruzione del proprio mito messa in atto da Jim stesso, dal concerto di Miami (nel quale era stato accusato di aver mostrato genitali che nessuno vide mai), e la sua intenzione di mettersi alla pari dei compagni, quasi a sminuire la figura di leader che i mass media gli avevano affibbiato sin dagli inizi. La foto è virata in giallo, su sfondo rosso porpora.

TRACCE

Lato A

  1. The Changeling – 4:20
  2. Love Her Madly – 3:18
  3. Been Down So Long – 4:40
  4. Cars Hiss by My Window – 4:10
  5. L.A. Woman – 7:49

Lato B

  1. L’America – 4:35
  2. Hyacinth House – 3:10
  3. Crawling King Snake – 4:57 (arr. John Lee Hooker)
  4. The WASP (Texas Radio and The Big Beat) – 4:12
  5. Riders on the Storm – 7:14

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