Coso e ‘Per un’ora d’amore’, un omaggio funky-pop ai Matia Bazar

COSO è nel mood funky-pop nel suo nuovo singolo e cover “Per un’ora d’amore”, disponibile in tutti gli store digitali per Universal Music. Continua il viaggio nel tempo dell’artista misterioso e top player delle più divertenti epoche musicali, alla scoperta delle pop generation made in Italy e da karaoke: COSO omaggia i Matia Bazar in una versione inedita di un brano cult dell’iconica band degli anni ‘70 e ‘80. Sono gli anni della trasgressione e del consumismo; delle lotte politiche e delle rivoluzione all’insegna delle libertà.


Erano gli anni colorati da Warhol e dall’eccentricità di menti che hanno ribaltato i canoni dell’estetica e del glamour, dalla moda dei pantaloni a zampa di elefante alla scoperta di minigonne contro i taboo, quelle dai colori accessi e dalle stampe con disegni geometrici. Era un’epoca vorace come PacMan.
Ovunque una strana sensazione febbricitante, una voglia di disco: “La febbre del sabato sera” aveva aperto le porte ad un nuovo modo di intendere il divertimento e di spogliarsi delle proprie inibizioni. Erano giorni in cui “Per un’ora d’amore” faceva venire la pelle d’oca, quando l’audiocassetta entrava nel walkman e fuori il mondo cambiava a una velocità impressionante. Erano giorni così, che COSO fa rivivere con brio funky-pop.

Dopo l’ottima accoglienza in termini di stream e di views del singolo e cover di lancio “Buona Giornata”, omaggio ai Ricchi e Poveri e ai “fluorescenti” anni ‘90, COSO torna a far parlare di sé con nuovi colpi di scena (e anche di immagini)! Sarà infatti disponibile sul canale YouTube il videoclip di “Per un’ora d’amore”, per la regia di Beppe Gallo che con queste parole descrive il suo incontro con COSO: “Come spesso accade quando le cose funzionano,
ho sposato il progetto alla luce di una forte intesa umana con l’artista. Abbiamo pensato da subito di creare un immaginario basato su forti riferimenti al passato della televisione e nello specifico delle sitcom più in voga negli anni ’70 e ’80”. COSO non ha pretese artistiche, non ha ambizioni se non quella di far divertire e far scoprire ai più giovani i grandi successi della musica italiana, quelli che hanno segnato generazioni e generazioni, ripresentandoli
con arrangiamenti più attuali. COSO, per gli adulti più nostalgici, è l’artista che fa rivivere emozioni intrappolate in epoche lontane e nelle
cuffie allacciate ad un walkman.

Anche per queste ragioni COSO continua a non palesarsi, preferendo l’anonimato e scegliendo di presentarsi sempre sotto forma di autentico intrattenitore sui generis. Si definisce come un “cantante da doccia, ma anche cintura nera di karaoke”. COSO non è un cantante e non è una band. Siamo tutti COSO.

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