‘World’, tra folk e trip-hop per l’esordio di Roberta Usardi

World è l’Ep d’esordio della cantautrice Roberta Usardi, prodotto e distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records. Ed è un esordio di gran classe. L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un talento naturale, capace di spiazzare per varietà di registro timbrico e abilità di scrittura.

Folk scandinavo e trip-hop si intrecciano in un lavoro raffinatissimo e tecnicamente ineccepibile, che scava nell’interiorità umana con una narrazione affascinante e coerente, da concept. Potremmo dire che Roberta Usardi è la Beth Gibbons italiana, ma non siamo sicuri che i paragoni, per quanto sicuramente lusinghieri, siano la chiave giusta per descrivere una voce che, proprio in virtù della imponente commistione di sfumature, suggestioni ed echi, risulta profondamente inedita. E, davvero, a tratti, Roberta Usardi sembra coincidere perfettamente con la kitzune mitologica del videoclip di World, tratta dall’immaginario nipponico, ed incarnare, nell’algidità austera di certi passaggi vocali, uno yōkai giunto ad un grado di conoscenza e illuminazione tale da trascendere le leggi del mondo fisico. Una voce che si eleva su di noi con la grazia inaccessibile di uno spirito, indulgendo però, talvolta, a toni interpretativi più caldi e ammalianti; una timbrica che sembra inglobare cielo e terra, freddezza e seduzione terrigna, stagliandosi sulla musica con solennità e imponenza. Difficile identificare una “traccia migliore” in un lavoro eccelso, sorretto dagli arrangiamenti suggestivi e calzanti del musicista e produttore Salvatore Papotto.

Il brano che ha una presa più immediata è forse la title-track, World, notturna e bristoliana, gioiosamente malinconica.

di Red

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