Ironico, graffiante: 40 anni fa perdeva la vita Rino Gaetano

“La strada molto lunga/ S’andò al san Camillo/ E lì non lo vollero per l’orario/ La strada tutta scura/ S’andò al san Giovanni/ E li non lo accettarono per lo sciopero”. Live & Rarities è una raccolta di brani di Rino Gaetano edita nel 2009. Uno dei tanti album postumi del cantautore calabrese, romano d’adozione. All’interno di questo album spicca la canzone ‘La Ballata di Renzo’, un inedito in cui curiosamente l’artista sembra cantare la sua morte, in cui molto presente nel pezzo è poi avvenuto 40 anni fa, alle 3.55, su via Nomentana.

Siamo all’altezza di via Carlo Fea, la Volvo di Rino Gaetano è di ritorno da una serata passata per locali, direzione Montesacro, dove abitava, quando la finisce sulla corsia opposta. L’urto con un camion che arrivava dall’altro senso fu praticamente inevitabile: seppure, l’autista aveva cercato di richiamare l’attenzione di Rino suonando il clacson, non ci fu nulla da fare. Gaetano batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. Si parlò di possibile collasso da parte di Gaetano, mentre l’autista del camion, che prestò i primi soccorsi, disse di aver visto Gaetano accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell’impatto. Già in coma all’arrivo dei soccorsi, fu trasportato immediatamente al Policlinico Umberto I, qui furono riscontrate una frattura alla base cranica, varie ferite a livello della fronte, una frattura malare destra e una sospetta frattura allo sterno. Ma la struttura non aveva un reparto attrezzato per gli interventi d’urgenza sui craniolesi, così il medico di turno provò a contattare un altro ospedale dotato di un reparto di traumatologia cranica. Si tentò telefonicamente con il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri, ma non si riuscì a trovare un posto disponibile. Finalmente ricoverato al Gemelli, Gaetano morirà comunque alle sei del mattino.

Era il 2 giugno del 1981, perdeva la vita uno dei più grandi, iconici, artisti all’avanguardia della musica italiana.

Nato a Crotone il 29 ottobre del 1950, giovanissimo con la famiglia si trasferisce a Roma per motivi legati al lavoro dei suoi. Si stabilisce nel quartiere di Montesacro. Dopo pochi anni si avvicina al mondo della musica e inizia a frequentare il Folkstudio, dove conosce Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Nel 1974 pubblica il suo primo album, ‘Ingresso libero’, mentre l’anno successivo arriva il successo con la pubblicazione del 45 giri ‘Ma il cielo è sempre più blu’. Ma è nel 1978 che arriva la svolta: parte dal Festival di Sanremo con la canzone ‘Gianna’, canzone con la quale, tra l’altro, Rino non voleva nemmeno presentarsi, in quanto avrebbe preferito ‘Nuntereggaepiù’. Con ‘Gianna’ si piazza terzo, alle spalle di Anna Oxa e Matia Bazar. Ma la sua canzone fu amata dal pubblico, tanto che rimase per diverse settimane al primo posto in classifica. Alla fine saranno sei gli album in studio pubblicati da Rino Gaetano, oltre ad una serie di singoli di successo e di raccolte postume. Che ancora oggi conquistano generazioni di giovani artisti, segno che la sua musica è eterna.

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