Blackest Blue, il nuovo elegante album dei Morcheeba – RECENSIONE

Dal 14 maggio 2021 tornano nello scenario musicale britannico i Morcheeba, il duo formato da Skye Edwards e Ross Godfrey, con il lancio del loro decimo album “Blackest Blue”. Contraddistinti da un’impeccabile eleganza e da uno stile che definirei peculiare, i Morcheeba confermano attraverso le nuove dieci tracce del disco la loro predilezione per il pop, ma anche per il rock, il funk e la disco music, fondendo insieme downbeat, soul e chill. “Il più nero dei blu”, questa la traduzione del titolo, che gli artisti hanno rivelato rappresentare la malinconia più intensa che una persona possa provare, come ad esempio le difficoltà attraversate nell’ultimo anno, ed è inoltre un riferimento alla parte più profonda ed oscura del mare.

Rispetto agli album precedenti, la splendida voce di Skye rivela un’inedita maturità, che convergendosi con il contributo indispensabile offerto dai suoni della chitarra elettrica, unica caratteristica del singolo “Sulphur Soul”, genera una dimensione inaspettata, enigmatica e misteriosa. Il progetto discografico è stato ideato nel corso della pandemia, e manifesta la volontà da parte di Skye e Ross di compiere un viaggio introspettivo, di mostrare gli angoli più intimi e reconditi della loro anima. Alla base di ciascuna traccia troviamo il tema della disgregazione relazionale, a partire dal nucleo familiare giungendo alla relazione di coppia, affrontando anche gli ostacoli inevitabili del mondo che ci circonda e volendo in primo luogo infondere un messaggio di positività e fiducia nel futuro. Dall’album emerge in ultima analisi la forza necessaria che dobbiamo esternare per poter superare ogni genere di difficoltà, il coraggio di continuare a sperare e di non lasciarsi abbattere dalle turbolenze della vita.

di Martina Buttarelli

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