‘Tiny Seeds’, il nuovo disco di Dinelli pronto ad emozionare RECENSIONE

Il nuovo disco di Dinelli che uscirà questo 18 giugno 2021 regala emozioni già al primo secondo di ascolto, sentimento che puoi provare ascoltando ognuna delle tracce.

Si tratta di un album magico in cui emerge come Dinelli abbia saputo bilanciare bene testo e musica. Cantautore di origini toscane, ha alle spalle una lunga carriera nella scena hardcore punk con la band Seed’N’Feed, dunque non ci troviamo difronte un improvvisatore alle prime armi ma un artista che nel tempo ha saputo valorizzarsi e sperimentarsi.

Non è un caso che “Tiny Seeds” il secondo album dell’artista, sia composto da tredici brani cantati in inglese capaci di dar voce alla vita e alle sue problematiche esplorando generi che vanno dal folk al rock alternativo, passando per il cantautorato, in una sorta di miscela sonora da lui stesso definita “nomade”.

Quando comincia la carriera artistica di Lorenzo Dinelli?

Nel1994 nascono i primi demo realizzati con la sua storica band Seed’n’feed, formazione apprezzata nel panorama Hc Punk dal 1996 al 2011. Dal 1997 i primi contratti con label minori della scena Punk Hardcore, a seguire compilation estere e split 7” con svariate bands e full lenghtsalbums.

Dopo una lunga serie di album, in italiano e in inglese, con i quali Lorenzo Dinelli e i Seed’n’Feed si fanno apprezzare in Italia e anche all’estero seguono i tour in Germania, Olanda, Francia, Austria, Slovenia, Polonia, Danimarca, Belgio…Così come  importanti supporti con nomi della scena:

 Undeclinable, Cosumed, H2O, Samiam, J Church, Strung Out e molti altri. Non mancano festival e date per tutta la penisola negli oltre 15 anni di attività.

Nel 2016 Dinelli esce il primo disco solista in italiano “Dinelli & the SNF ensembleLiberi per sempre” con il supporto dei fan tramite Music Raiser/Inconsapevole rec.

Tornando al nuovo disco in uscita TINY SEEDS  Dinelli mette  in musica aspetti molto intimi e personali come la perdita di qualcuno molto caro, la visione dalla prospettiva di un figlio e anche da quella di padre, la fine dell’amore, il bisogno di avere radici e di attraversare il tempo e gli eventi stringendosi alla propria fede e alle proprie certezze. E ancora la rabbia verso l’ingiustizia che questo mondo ci regala ogni giorno.

“Il mio è un percorso molto eterogeneo, non sono mai stato un ascoltatore di musica, né un musicista unidirezionale  – continua Dinelli –  credo che la musica buona e che trasmette emozione si trovi ovunque al di là degli stili o delle categorie musicali. Chiaramente il mio cuore batte ai bpm dei Bad Religion, perché il  mio amore per il Punk, il suo messaggio e la musica veloce nasce da ragazzino e lì rimane per sempre,  nel  mio modo di veder il mondo e percepire la bellezza e la giustizia. Ma con il tempo ho sentito l’esigenza di esplorare anche territori più lontani, come il folk: amo i grandi cantautori italiani come quelli stranieri allo stesso modo, amo la musica rock alternativa, quella intelligente, il reagge, la world music e la musica che produce serotonina, anche se mi accorgo che la mia inclinazione alle armonie minori produce dentro di me grande emozione ed è molto terapeutica. Posso quindi dire che le mie influenze sono molteplici e trasversali. Non riesco ad identificarmi dentro un genere soltanto, sarebbe riduttivo“.

“Tiny seeds” è stato scritto, composto e prodotto da Lorenzo Dinelli ad eccezione di “All my life” di Evan Dando. Mixato e masterizzato da Leonardo Magnolfi a EL sopRecording studio di Firenze.

Tra tutte le 13 canzoni cantate in inglese, particolarmente coinvolgente è il brano Father.

 Il  titolo parla da se: un figlio chiede perdono al padre perche’ nonostante il legame che gli unisce non potrà mai esser come il genitore, un processo che a volte può esser molto doloroso, ma necessario. Sappiamo bene che alla base di un buon equilibrio e una certa serenità nella vita, tutto parte dal processare in maniera giusta il rapporto tra figli e genitori, capendo le fragilità da entrambe le parti e accettandole.

Ascoltando Tiny Seeds, traccia per traccia:

Father: il titolo parla da se: un figlio chiede perdono al padre perche’ nonostante il legame che gli unisce non potrà mai esser come il genitore, un processo che a volte pu’ esser molto doloroso, ma necessaario. Sappiamo bene che alla base di un buon equilibrio e una certa serenità nella vita, tutto parte dal processare in maniera giusta il rapporto tra figli e genitori, capendo le fragilità da entrambe le parti e accettandole.
Rosellin: qui invece è un genitore che parla al proprio figlio con tutta l amore che una relazione del genere prevede.Una piccola rosa che non appasisce mai, da proteggere e curare in tutta la sua delicatezza e fragilità.
Stay true: Attraversare la vita e gli eventi, a volte è un po’ come esser un avventuriero, un sopravvissuto ..che con grande tenacia e determinazione e pazienza percorre qualsiasi terreno, alla ricerca dello stato fisico e mentale ideale, cercando dentro di se la fede nel rimanere ” Veri” fino alla fine, senza paura.
Leaveit for anotherday: succede che quando pensieri o preoccupazioni diventano molteplici, affoghiamo letteralmente sotto il peso di questi, e questa condizione ci porta poi all immobilità che non consente neanche la soluzione ai problemi stessi. A volte la saggezza sta nel riuscire anche ad abbandonare quello stato emotivo, e liberare la mente , affrontando un passo alla volta le cose in un altro momento, o dimenticarsene completamente per un attimo, affinchè ci si possa ricaricare e vedere che certe montagne impervie risultano poi esser piccole colline, insomma fermarsi per riacquisire una visione oggettiva delle cose, che quando si è sottopressione spesso non ci puo’ essere.
Forgiven: questo è un pezzo dedicato a qualcuno che si amava molto , una persona cosi’ importante della propria vita, che ci lascia, lascia questo mondo, senza avvisarci, perché magari la morte è improvvisa. Quindi si rimane proprio incazzati e delusi quasi. Allora parlare e poter dirle anche a posteriori i propri sentimenti diventa necessario. Un messaggio dolce di addio. Anche se non ti ho ancora perdonato per essertene andato via cosi’.
EndlessOptimism: quando finisce un amore durato per tanto tempo, in maniera abbastanza radicale , succede che la persona che si pensava di conoscere alla fine è come se fosse un estraneo, e puo’ capitare che quella rottura sia irreparabile e la sensazione rimanga purtroppo quella, un tradimento cosi’ profondo e una disillusione che però puo’ esser anche uno step evolutivo e la spinta ad un infinito ottimismo.
Back into the den: finito un amore puo’ succeder che iniziata una nuova storia si ricaschi nell paura di un abbandono. Serve allora fermarsi tornare nella propria tana, curare le ferite, ricaricarsi e senza chiudere pero’ le porte.
Stars: anche qui il tema è la perdita di una persona a cui si voleva molto bene, la morte fa si che ci si avvicini ancora di piu’ a quella persona, allora a volte nella solitudine è possibile anche parlare con chi non c è più. La sensazione forte è che ci sarà un momento in cui ci reincontreremo. E come le stelle sono la luce di pianeti che muoiono, così anche chi se ne va da questo mondo lascia una traccia fortissima dentro di noi.
Lucho: canzone per mio zio Luigi detto Lucho: strumentale.
Alla my life: cover meravigliosa del mitico Evan Dando Cantante dei Lemonheads. Questo brano fa parte del suo disco solista ” Babyi’mBored” ed il testo e il messaggio è molto bello: ” ho creduto tutta la vita di aver bisogno di cose di cui alla fine non avevo veramente bisogno”.
Summerdays: strano ma a me è sempre capitato che l amore muoia d estate e le relazioni si interrompano sempre durante quella stagione. Qui si racconta di quanto schifo arriviamo a fare nel momentoclue, e a quanto ci buttiamo via.. e come toccare il fondo sia necessario per ridarsi lo slancio verso la supercie. Posioned: pezzo molto intimo anche questo: racconta della fine del mio matrimonio durato 13 anni, 2 figli, un passaggio molto doloroso, ma la quale colpa non si puo’ addossare a nessuno, perche’ in fin dei conti siamo stati per cosi’ dire AVVELENATI da questo mondo, che secondo me spesso è la causa della fine delle relazioni, ma ci sarebbe da aprire una parentesi troppo ampia. I KILLED a man Un urlo verso l ingiustizia. UN esule , schiavo di questo mondo e questi tempi, si rifugia e nasconde nel deserto con la speranza che qualcuno possa salvarlo, dopo che per vendicare migliala di vittime che viaggiano, navigano, muiono o vengono torturate da mercanti di schiavi, solo per aver cercato una vita migliore , uccide il suo aguzzino, vendicando tante vittime innocenti .. uccide un uomo… chi puo’ giudicarlo veramente per questo?

di Faby

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