Ysè: primo disco di “Pezzi”, di canzoni, di vita personale

Giovanissima Francesca Madeo, classe ’97, che in arte si presenta con il moniker Ysè. Ed eccola esordire con un disco dal titolo “Pezzi” in bilico tra classicità e nuovi suoni digitali, cantato in francese, in italiano e in inglese, dalle radici classiche del folk coniugato all’oggi come accade per il singolo “Folk Song” alle timidi trasgressioni di forma elettronica come nel primo estratto “Re e Regine (Des erreurs)”. Una prima prova che si chiude con due omaggi: troviamo “Rapide” di Mahmood e “Strangers” dell’artista norvegese Sigrid. L’abbiamo incontrata e intervistata: una chiacchierata interessante.

Un esordio interessante. Quante smagliature ha la tua musica? Quante facce e quanti generi?

La mia musica nasce senza schemi precisi, viene dalle mie emozioni, sensazioni, ispirazioni del momento. Questo primo EP è stata una sperimentazione di tanti generi prima di tutto per imparare anche io a conoscermi musicalmente. Posso definirla una fase di scoperta, per quale ora non so dare una definizione precisa, ma che sicuramente mi sta portando verso la mia strada che spero di poter mostrare in futuro con nuovi progetti musicali.

E quante lingue anche… ne usciranno altre in futuro?

Non credo, quelle che ho sperimentato sono le lingue che parlo ogni giorno, mancherebbe giusto lo spagnolo, ma per ora prevale l’italiano nella mia scrittura, lasciando sempre spazio all’inglese e al francese che sono il mio pane quotidiano.

Questa ampia “non” definizione di una sola faccia secondo te può destabilizzare o confondere?

Io non credo che possa destabilizzare o confondere, sicuramente richiede una comprensione, ed è proprio nel fatto del non essere definita che trova la sua unicità e la sua funzionalità in quanto approccio a vari generi.

A quanto pare il rock sta tornando. In tutto questo secondo te la musica digitale che derive prenderà?

Io penso che non ci sia un genere di musica che “non va più” o che sia fuori moda, la musica che si ascolta è quella che piace, e penso si debba dare spazio a qualsiasi genere. La musica digitale, come il folk e come altri generi resterà se pur evolvendosi, come d’altronde ha fatto anche il rock e qualsiasi altro genere musicale: ad esempio, il rock di oggi non è quello degli AC/DC o dei Clash ovviamente, ma è comunque rock, ed è sempre pazzesco.

E nel tuo futuro che tipo di musica vedi?

Vedo una musica pop/indie con meno lingue e più italiano in realtà, però non so dare una definizione precisa, seguite il mio percorse e lo scopriremo insieme.

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