Jim Morrison, da mezzo secolo un mito che dura nel tempo

Mezzo secolo dopo, un mito che resiste. Indistruttibile. Un mito nato grazie all’esperienza nei Doors, alle poesie e alle canzoni che hanno segnato la storia della musica rock. Ed è un mito diventato leggenda anche grazie alla vicenda della sua scomparsa.
È il 3 luglio del 1971 quando Jim Morrison viene ritrovato senza vita nel quartiere Marais, a Parigi, dove si era trasferito a febbraio. A notte fonda del 3 luglio la storica fidanzata Pamela si svegliò, sentendolo rantolare e vomitare; lui si rifiutò di chiamare un medico, e decise invece di farsi un bagno caldo. Pam tornò a dormire, per poi risvegliarsi brevemente poco dopo, senza vederlo ritornare a letto. Alle 8 circa, Pam si alzò dal letto per recarsi in bagno, dove scoprì il suo corpo esanime e livido, ancora immerso nell’acqua della vasca. Arrivarono i vigili del fuoco alle 9.24, dove il pompiere Alain Raisson tentò inutilmente di rianimarlo. Alle 09.45 giunse anche l’ispettore di polizia Jaques Manches, mentre alle 11 circa arrivò il medico legale Max Vassille che dichiarò la morte del cantante per infarto e relativo arresto cardiaco; il vigile del fuoco Raisson dichiarò invece, in successive interviste, che il medico legale arrivò invece molte ore dopo, praticamente nel tardo pomeriggio.


Jim fu seppellito al cimitero di Père-Lachaise. La sepoltura di Jim Morrison avvenne alle 9 del mattino del 7 luglio, nella seconda fila del settore n. 6, alla confluenza con i settori 5-14-16, senza rito religioso e senza lapide (solo una croce e il nome), alla presenza di pochissimi: Bill Siddons, Alain Ronay, Pamela Courson, Agnès Varda e la canadese Robin Wertle, la segretaria di Jim a Parigi. Pamela recitò qui i versi finali del poema “Celebrazione della Lucertola”.
Jim, nato in Florida l’8 dicembre del 1943, fu il leader carismatico e frontman dei The Doors, dal 1965 al 1971. Per la sua indole irrequieta, le sue poesie e canzoni, la voce inconfondibile, l’imprevedibile presenza scenica e le drammatiche circostanze che circondano la sua vita e la prematura morte, Morrison è considerato dai critici musicali e dai fan come uno dei più influenti e iconici frontmen nella storia del rock. Cavalcando la rivoluzione culturale degli anni Sessanta, fu tra i più grandi cantanti di rock psichedelico. Impetuoso “profeta della libertà” e poeta maledetto, è ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi simboli dell’inquietudine giovanile. Tra i successi, canzoni come Light My Fire, The End, Hello, I Love You e Riders on the Storm.
Sulla morte del poeta-cantante si fece un gran parlare della maledizione del famigerato Club 27: tra gli altri, 4 grandi artisti – Brian Jones (che morì esattamente due anni prima di Morrison, il 3 luglio 1969), Jimi Hendrix, Janis Joplin e, appunto, Jim Morrison – erano morti prematuramente nell’arco di due anni, in circostanze tragiche e tutti e quattro a 27 anni. A loro, poi, se ne unirono altri, come Kurt Cobain e Amy Winehouse.

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