The Wall, il film: l’opera dal capolavoro dei Pink Floyd 39 anni fa al cinema

Empire di Leicester Square di Londra. È il 14 luglio 1982, Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, non Richard Wright, allontanato dai Pink Floyd, stanno assistendo alla prima di The Wall, il film tratto dall’omonimo album scritto da Waters con i Pink Floyd, una sorta di prima produzione solista del bassista, ormai sempre più distante da quel gruppo che aveva contribuito in maniera determinante a trasformare in una leggenda vera e propria.
Oltre a loro, quella sera di 39 anni fa, intervennero artisti come Bob Geldof, che nel film recita un ruolo da protagonista nei panni di Pink, poi Scarfe, Paula Yates, Pete Townshend, Sting, Roger Taylor, James Hunt, Lulu e Andy Summers.
Il film negli Stati Uniti è stato vietato ai minori di 17 anni, in Italia fu concessa la visione ai minori di 14 anni solo se accompagnati da adulto. In Regno Unito è stato vietato ai minori di 15 anni non accompagnati da adulto.
Il film si apre con l’ambientazione in una stanza d’albergo a Los Angeles dove Pink, rockstar con problemi di droga, subito prima di un concerto sta guardando alla TV un vecchio film di guerra grazie al quale rivive i momenti più significativi della sua tragica esistenza: il padre morto nella seconda guerra mondiale quand’egli era ancora in fasce, il crudele maestro di scuola, la madre iperprotettiva, la moglie infedele e le groupies che darebbero l’anima per stare con lui.
Tutti questi avvenimenti non hanno fatto altro che erigere intorno a Pink un muro psicologico che lo protegge dalle altre persone, ma che col passare del tempo lo soffoca. Dopo avere portato con sé in albergo una groupie e avere distrutto la stanza, Pink pone l’ultimo mattone nel muro, chiudendosi del tutto nella sua follia. Il suo staff lo trova in condizioni disumane e, dopo averlo rimesso in sesto, lo trascina a tenere il concerto che però nella sua mente assume la forma di un raduno nazista nel quale egli è il leader che arringa le masse dal palco.
Giunto al culmine della pazzia, Pink immagina scorribande di squadre naziste e martelli che al suo comando marciano al passo dell’oca finché, in un attimo di lucidità, si autosottopone a un processo nel quale tutti i personaggi significativi della sua vita, rappresentati come grottesche creature, lo accusano delle sue infamie: al termine, il giudice Verme sentenzia l’abbattimento del muro, riesponendo così Pink al mondo reale.
Il film, fatta eccezione per brevi scene recitate, è interamente costruito attorno alle canzoni che compongono l’album The Wall: esse tuttavia presentano molte differenze rispetto alle versioni contenute nel disco. Inoltre le tracce Hey You e The Show Must Go On furono escluse dal film perché ridondanti rispetto all’andamento della storia.

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