Il volto gentile dei Pink Floyd: 78 anni fa nasceva Rick Wright

Richard Wright, ovvero l’anima delicata e discreta dei Pink Floyd. L’artista che pur senza alzare la voce, ma soltanto la qualità della sua musica, ha dato un contributo fondamentale nello sviluppo della produzione dei Pink Floyd.

Members of the psychedelic pop group Pink Floyd. From left to right, Roger Waters, Nick Mason, Syd Barrett and Rick Wright. (Photo by Keystone Features/Getty Images)


Oggi il tastierista londinese avrebbe compiuto 78 anni, essendo nato il 28 luglio del 1943. Insieme a Syd Barrett, Roger Waters e Nick Mason riesce a dar vita ad una realtà che dopo oltre mezzo secolo ancora influenza milioni di artisti, come ha fatto per anni su generazioni di fan, ovvero quella pinkfloydiana.
L’approccio con il mondo della musica nasce da una passione per il jazz, nello specifico dei vari Chet Baker e Miles Davis, che indubbiamente pesarono sul suo stile.
La svolta artistica arriva grazie alla…scuola. Si iscrive infatti al politecnico di Regent Street alla facoltà di architettura. Qui conosce Roger Waters e Nick Mason, ma ben presto abbandona gli studi per seguire la sua passione per la musica. Nel 1965 i tre, insieme a Syd Barrett, fondano i Pink Floyd.

Dopo l’uscita di Syd Barrett, avvenuta agli inizi del 1968, Wright, prima arrangiatore e “armonizzatore” dietro le quinte delle geniali ed oblique intuizioni di Barrett stesso, diventa il compositore melodico del gruppo.
La complementarità della sua voce con quella del chitarrista subentrato a Barrett, David Gilmour, viene sfruttata per creare in alcune canzoni effetti particolari. Determinante è il suo utilizzo, su disco ed in concerto, dell’organo Farfisa Compact Duo, filtrato attraverso l’unità eco Binson Echorec, con cui caratterizza tutto il suono dei Pink Floyd sul finire degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta, con effetti e tappeti davvero suggestivi ed immaginifici.

Wright ha contribuito in modo decisivo ai brani di ampio respiro e di toni epici, quali “A Saucerful of Secrets“, “Echoes“, e “Shine on You Crazy Diamond“.
Tra i suoi pezzi di maggior successo commerciale vi sono due canzoni dell’album “Dark Side of the Moon“, del 1973: “The Great Gig In The Sky” e “Us and Them“, ma anche “Wearing the Inside Out” tratta da “The Division Bell“
, del 1994. L’album dei Pink Floyd in cui è maggiore il suo contributo è senz’altro “Wish You Were Here“, in cui è artefice del tappeto musicale e delle atmosfere spaziali che avvolgono l’intero lavoro. Nel 1996, dopo lo scioglimento definitivo dei Pink Floyd, Wright pubblica il suo secondo ed ultimo album da solista, “Broken China“, in cui tra gli ospiti appaiono talenti come Sinead O’Connor, Pino Palladino e Tim Renwick.

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