De Gregori: Non condanno Salmo, nel calcio meno limitazioni rispetto a noi

Nessuna condanna, piuttosto una riflessione. La vicenda Salmo e il concerto gratuito in Sardegna, senza limitazioni e rispetto delle restrizioni: Francesco De Gregori sceglie di non attaccare l’artista, anzi, lo ringrazia per avere acceso i riflettori su una situazione piuttosto complicata per il mondo della musica.

Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole- ha scritto il cantautore romano sui social- Io gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15.000 in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di 1000 persone sedute e distanziate. A che serve allora il green pass ? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo? Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale. Dimostra purtroppo ancora una volta che chi è chiamato a decidere non ha nessun rispetto e nessuna attenzione per la musica ‘leggera’ e per il nostro pubblico”.

Tra i commenti al post di De Gregori, anche quello di Morgan: “Bravo Francesco, è bello che un uomo colto lucido di intelligenza viva e creativa si esprima in questi tempi di scarse parole e di paura, tempi di paralisi culturale dove manca il battito dialettico. La tua voce è sana, delicata, necessaria. Grazie di aver espresso un’opinione con naturalezza e autenticità, al di là del contenuto, che però personalmente approvo, nel mio piccolo. Morgan”. E’ intervenuto anche Giordano Sangiorgi, patron del Mei: “Io sto con chi ha segnalato la disparità di trattamento tra calcio e musica, tra treni e concerti, tra autobus e festival dove nei primi tutto e’ permesso e nessuno dice nulla mentre nei secondi si sta buoni alle regole senza nemmeno un sostegno, un premio, un grazie. E chi sta alle regole se non ce la fa economicamente, come tanta musica indipendente ed emergente, e’ obbligata a stare ancora ferma: oltre il 60% degli eventi medio piccoli in meno senza nulla in contropartita e circa l’80% in meno di introiti per i medio e piccoli produttori sempre senza nulla in cambio. Io sto con chi ha dato voce a chi in un mese porta a casa i soldi che una coppia di straricchi influencer spende in una sera in un resort fingendo -come hanno sempre fatto tutti i ricchi- di stare dalla parte dei più fragili e più deboli. La cultura musicale nel nostro paese resta sempre buon ultima”.

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