Venezia 78, in Laguna sbarca la leggenda dei Led Zeppelin

Si chiama Becoming Led Zeppelin il documentario sulla band britannica, presentato oggi con una conferenza alla Biennale del Cinema di Venezia, giunta alla 78esima edizione, dov’è ‘fuori concorso’.

Il documentario sulle vicende che hanno legato John Bonham, John Paul Jones, Robert Plant e Jimmy Page, racconta l’ascesa alla celebrità della band che fu rapidissima e praticamente non documentata. Grazie all’accesso esclusivo al gruppo e ai suoi archivi personali, al pieno sostegno della band e alla disponibilità di filmati mai visti prima, Becoming Led Zeppelin è un modo, per tutti i milioni di persone che non vedranno mai la band dal vivo, per vivere l’esperienza che più si avvicina alla partecipazione a un loro concerto. Prima di Starway to Heaven e della chitarra Dragon, prima dei dischi d’oro e delle ragazze, c’erano semplicemente quattro uomini e il loro amore per la musica. Becoming Led Zeppelin ci svela i loro percorsi individuali mentre si muovono sulla scena musicale degli anni Sessanta, suonando alcuni dei più grandi successi dell’epoca nei piccoli club della Gran Bretagna, finché nell’estate del 1968 si incontrano per provare insieme e le loro vite cambiano per sempre. I quattro percorsi si fondono in uno quando partono alla conquista dell’America in un giro sulle montagne russe che culmina nel 1970, nel momento in cui diventano la band numero uno al mondo. “Con Becoming Led Zeppelin- ha detto il regista Bernard MacMahon, in conferenza con Jimmy Page- il mio obiettivo era quello di fare un nuovo tipo di film, un documentario che somigliasse a un musical. Volevo intrecciare le quattro diverse storie dei membri del gruppo prima e dopo la formazione della band, facendo raccontare ampie parti della loro storia solo dalla musica e dalle immagini, in modo da legare le canzoni ai luoghi in cui furono create e agli eventi che le ispirarono”.

Ancora il regista: “Ho usato solo pellicole e negativi originali, con oltre 70.000 fotogrammi restaurati manualmente, e ho ideato delle sequenze di fantasia, ispirate a Singin’ In The Rain, sovrapponendo filmati inediti di esibizioni dal vivo a fotomontaggi di poster, biglietti e viaggi, per ricreare visivamente il senso di frenesia dei loro esordi”.

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