Nel segno di Barrett, 46 anni fa usciva Wish You Were Here dei Pink Floyd

Cinque tracce per un Capolavoro. Un album che ha segnato la storia dei Pink Floyd, nonostante il compito quasi impossibile (sulla carta) di ripetere il successo clamoroso dell’album precedente, quel The Dark Side Of The Moon, da molti (sottoscritto compreso) considerato il ‘disco perfetto‘.

E’ il 12 settembre del 1975 quando i Pink Floyd pubblicano ‘Wish You Were Here‘. Il successo è praticamente immediato, visto che l’album si piazza in prima posizione nella Billboard 200 per due settimane, nella Official Albums Chart, in Italia, nei Paesi Bassi per due settimane e Nuova Zelanda per tre settimane, la seconda in Austria e Norvegia e la quarta in Germania.

Nato dal genio di Roger Waters, l’album tocca argomenti come l’assenza, soprattutto quella Syd Barrett, e l’industria musicale. Nessun tour viene intrapreso per promuovere l’album. Si ha però traccia nei live dell’epoca di tracce dell’album nel 1974, prima dell’uscita del disco, quando i Pink Floyd suonarono, durante il tour di TDSOTM, tre nuove composizioni appena scritte: Raving and Drooling, You Gotta Be Crazy e Shine On You Crazy Diamond. E poi ancora l’album fu suonato per intero nella seconda parte dei concerti del tour promozionale di Animals, pubblicato nel 1977.

Secondo concept album dei Pink Floyd, dopo l’immenso The Dark Side Of The Moon, registrato agli Abbey Road Studios, è caratterizzato dalla presenza di due lunghe suite, una ‘doppia’ Shine On You Crazy Diamond, pezzo da 26 minuti, che appunto apre e chiude il disco. Si tratta di un omaggio a Syd Barrett, che aveva lasciato il gruppo nel 1968. Come del reso la title track, Wish You Were Here: il famosissimo riff creato da quello strepitoso chitarrista che è David Gilmour, il quale lo propose (e stupì) a Waters. I due si misero immediatamente al lavoro, dando vita ad una canzone leggendaria.

Legato a doppio filo alla figura di Barrett, proprio a quest’album è legato un fatto piuttosto forte dal punto di vista emozionale. E’ il 5 giugno del 1975, mentre la band è impegnata a completare il missaggio finale di Shine On You Crazy Diamond, negli studi si presenta un personaggio fondamentale nella storia dei Pink Floyd, ma che nessuno riconosce. E’ sovrappeso e con la testa e le sopracciglia rasate a zero. In mano aveva una busta di plastica della spesa. Waters inizialmente non lo riconobbe, mentre Wright pensò si trattasse di un amico proprio di Waters, ma poi fu il primo a rendersi conto che si trattava di un irriconoscibile Syd Barrett. Così come pure Gilmour ci mise un po’ a capire che si trattava del vecchio amico, mentre Mason restò inorridito quando Gilmour gli disse chi era. Waters scoppiò in lacrime. Barrett rispose semplicemente che aveva a casa un grosso frigorifero pieno di carne di maiale e che mangiava molte costolette. Si disse poi pronto a dare il proprio contributo al disco suonando delle parti di chitarra, ma quando ascoltò il mix di Shine On non si mostrò entusiasta della canzone, definendola “un po’ datata”. Dopo di che Barrett se ne andò senza salutare e sparì.

Un contributo in più ad un album leggendario.

Lato 1

  1. Shine On You Crazy Diamond (1-5) – 13:34 (Gilmour, Waters, Wright) – Voce di Roger Waters
  2. Welcome to the Machine – 7:31 (Waters) – Voce di David Gilmour

Lato 2

  1. Have a Cigar – 5:08 (Waters) – Voce di Roy Harper
  2. Wish You Were Here – 5:34 (Waters, Gilmour) – Voce di David Gilmour
  3. Shine On You Crazy Diamond (6-9) – 12:31 (Gilmour, Waters, Wright) – Voce di Roger Waters

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