‘Live After Death’: 36 anni fa il primo album dal vivo degli Iron Maiden

Trentasei anni fa, era il 14 ottobre 1985, usciva “Live After Death”, il primo album degli Iron Maiden.
Registrato durante il World Slavery Tour, il disco è stato considerato uno dei più grandi album dal vivo della storia del rock con un impatto paragonabile al “Made in Japan” dei Deep Purple. L’1 febbraio 2008 è stato pubblicato in versione DVD.

ìEddie riemerge da una tomba che sulla lapide ha come epitaffio una frase tratta da The Nameless City dello scrittore di genere fantasy e horror Howard Phillips Lovecraft: “Non è morto ciò che può giacere in eterno… e col passare di strani eoni anche la morte può morire”.
Eddie esce dalla tomba con ancora le due viti fissate alla scatola cranica in seguito al processo di lobotomizzazione subito in “Piece of Mind” e che la mummificazione di “Powerslave” non ha rimosso.

TRACCE

1.Intro: Churchill’s Speech – 0:49
2.Aces High – 5:29
3.2 Minutes to Midnight – 6:03 (Adrian Smith, Bruce Dickinson)
4.The Trooper – 4:32
5.Revelations – 6:12 (Bruce Dickinson)
6.Flight of Icarus – 3:28 (Adrian Smith, Bruce Dickinson)
7.Rime of the Ancient Mariner – 13:18
8.Powerslave – 7:13 (Bruce Dickinson)
9.The Number of the Beast – 4:54
10.Hallowed Be Thy Name – 7:21
11.Iron Maiden – 4:21
12.Run to the Hills – 3:55
13.Running Free – 3:16 (Paul Di’Anno, Steve Harris)

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